Civitanova Marche custodisce un’anima profondamente spirituale. Le sue chiese, i conventi, i luoghi di culto parlano di fede, arte, silenzio e comunità. Questo itinerario conduce il visitatore alla scoperta delle principali tappe religiose della città: dalla città bassa, moderna e viva, alla parte alta, antica e raccolta, dove ogni sagrato diventa un punto di vista, ogni navata un viaggio interiore.

 

IL NOSTRO CONSIGLIO?
Percorri questo itinerario nelle prime ore del mattino o in un tardo pomeriggio d’autunno. Il ritmo rallenta, le chiese sono silenziose, la luce filtra dalle vetrate con grazia. Porta con te un taccuino: alcuni luoghi invitano alla riflessione, al raccoglimento o semplicemente a scrivere.

 

Didascalia immagine

Informazioni itinerario

Durata: 2 ore
Mezzi di trasporto: A piedi, In auto
Periodo migliore: primavera e autunno

Tappe dell'itinerario

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Santuario di San Marone

Santuario di San Marone

Giorno 1

Il cuore spirituale di Civitanova Nel quartiere che porta il suo nome, nella parte bassa della città, a pochi passi dalla vivace Piazza XX Settembre, sorge uno dei luoghi più simbolici e identitari della città: la Chiesa di San Marone. Il santuario, dedicato al primo apostolo del Piceno e patrono della città, sorge sul luogo in cui – secondo la tradizione – il Santo subì il martirio tra il I e il II secolo d.C., per mano del console romano Aureliano. Oggi la chiesa si presenta con forme tardo-ottocentesche, frutto del profondo restauro curato dall’architetto Giuseppe Sacconi – lo stesso del Vittoriano di Roma – che ne trasformò radicalmente l’impianto originario romanico, restituendole un aspetto solenne, quasi monumentale. La facciata in cotto, il grande rosone e il campanile sono tutti elementi aggiunti in questa fase, completati poi con nuovi interventi nel 1946, quando riemersero importanti reperti di epoca romana e paleocristiana. L’interno della chiesa, a tre navate, conserva ancora alcuni frammenti dell’antico edificio medievale, ma il suo valore è soprattutto simbolico: è qui che la comunità si ritrova nelle ricorrenze più sentite, come la festa patronale di San Marone, celebrata ogni anno, il 18 di agosto, con grande partecipazione popolare.

 

Dettagli da non perdere La lunetta che sovrasta il portale d’ingresso, realizzata dal pittore Sigismondo Nardi alla fine dell’Ottocento, è uno dei dettagli artistici più significativi: un’opera che unisce il fervore religioso alla grazia del linguaggio pittorico di quel tempo. Il campanile, firmato dall’architetto Tito Azzolini, svetta sulla città come un richiamo costante alla memoria del Santo e al legame profondo che unisce la comunità civitanovese alle sue radici.

 

Lo sapevi che...? Durante i lavori di restauro del 1946, vennero rinvenuti resti archeologici che confermano l’esistenza, proprio in quest’area, di un insediamento romano o paleocristiano. Una scoperta che aggiunge un tassello prezioso alla storia della città, e che fa della Chiesa di San Marone non solo un luogo di culto, ma anche uno straordinario punto d'incontro tra fede, archeologia e memoria collettiva.

 

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Chiesa di San Pietro Apostolo

Chiesa di San Pietro Apostolo

Giorno 1

Proseguendo poco oltre, si incontra una delle strutture religiose più antiche della zona: la Chiesa di San Pietro. La sua facciata romanica in mattoni è sobria ed essenziale. All’interno si respira un’atmosfera di raccoglimento e semplicità, tra altari in legno e decorazioni minimali. È un luogo che parla di storia, umiltà e continuità della fede.

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Un cuore di fede tra le vie del centro
Nel cuore del centro cittadino, tra il passeggio dello shopping e la quiete raccolta della preghiera, si erge la Chiesa di San Pietro Apostolo, edificio storico e spirituale da sempre molto caro alla comunità civitanovese. Edificata tra il 1841 e il 1853 in forme neoclassiche, fu per lungo tempo la principale e unica parrocchia della zona portuale, diventando un vero e proprio punto di riferimento per i fedeli e per la vita sociale di Porto Civitanova. Conosciuta anche come Chiesa dei SS. Pietro e Marone, per via delle due statue poste sulla facciata che rappresentano i due santi, la chiesa si presenta con un impianto sobrio ma armonioso, scandito da linee classiche e da una facciata elegante e simmetrica. Entrando nella chiesa, l’occhio è subito attratto dal pregevole altare maggiore, impreziosito da un quadro raffigurante la Vergine della Misericordia, che da sempre raccoglie lo sguardo e le preghiere dei fedeli. L’altare stesso, secondo alcune ipotesi, potrebbe provenire da un edificio religioso preesistente, come in altri casi documentati nella zona. La devozione popolare è qui particolarmente sentita nei confronti della Madonna Addolorata, alla quale i civitanovesi si rivolgono con affetto e partecipazione, soprattutto nei momenti più solenni dell’anno liturgico. Negli anni Novanta, la chiesa ha subito un importante restauro, che ha restituito luce e dignità all’impianto originario, pur mantenendo le tracce delle trasformazioni subite nel tempo, compresi i danneggiamenti riportati durante il bombardamento del porto, che ne colpirono gravemente la struttura. Più recentemente è stata rinnovata anche l’area del presbiterio con un nuovo altare. Il Tabernacolo è stato posto in posizione arretrata, lasciando un vuoto simbolico colmato dalla scritta “Ave Crux Spes”.

 

Dettagli da non perdere

La facciata, sobria ma elegante, custodisce un piccolo segreto: le due statue che la sovrastano non sono solo decorative, ma un omaggio alla duplice anima religiosa e storica della città, divisa tra il culto del patrono San Marone e la devozione per San Pietro, figura cardine della cristianità. 

 

Lo sapevi che...

La Chiesa di San Pietro è da sempre considerata la “chiesa del popolo” di Porto Civitanova. Durante la Seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, ma venne rapidamente restaurata grazie alla forte volontà della comunità. È uno dei luoghi più amati e frequentati della città, anche da chi vi entra solo per una preghiera silenziosa nel mezzo della giornata.

 

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Chiesa di Cristo Re

Chiesa di Cristo Re

Giorno 1

Nel cuore pulsante della città bassa si erge la Chiesa di Cristo Re. Edificata nel secondo dopoguerra, è uno degli esempi più interessanti di architettura sacra moderna. Le linee essenziali e razionaliste, il grande crocifisso centrale, le opere recenti al suo interno la rendono un punto di riferimento per la comunità e un interessante esperimento di arte e spiritualità contemporanea. Non perderti una visita al campanile firmato dall’architetto Tito Azzolini che svetta sulla città e offre un’incredibile vista panoramica sul mare!

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Tra cielo e mare, la fede che guarda lontano
Nel cuore della marina di Civitanova, tra il profumo del mare e il via vai del porto, s’innalza la moderna e maestosa Chiesa di Cristo Re, simbolo del profondo legame della città con la sua vocazione marittima e religiosa. Un edificio imponente, costruito lentamente ma con grande partecipazione della comunità, soprattutto dei pescatori e degli armatori, che con le loro donazioni ne resero possibile il completamento. L’impianto architettonico, ideato già nel 1933 dall’ingegnere Gustavo Stainer, si sviluppa in modo essenziale: una sola navata accoglie i fedeli in uno spazio sobrio ma impreziosito da splendide vetrate policrome, che colorano la luce e avvolgono l’ambiente in un’atmosfera intima e solenne.

 

Il campanile-faro: l’anima verticale della città
Ma il vero protagonista è lui: il campanile. Disegnato dall’architetto romano Dante Tassotti, svetta per 33 metri come una colonna solitaria che sfida il cielo. La base circolare e la cuspide conica lo rendono immediatamente riconoscibile, è un faro che indica la via, non solo ai naviganti, ma anche a chi cerca un punto fermo nello sguardo sulla città. È possibile raggiungere la sommità del campanile sia con un comodo ascensore che salendo i 285 gradini che si avvolgono lungo la torre: una piccola impresa che regala, una volta in cima, un panorama unico sulla costa adriatica e sull’abitato di Civitanova.

 

Dettagli da non perdere
Il campanile non è solo un elemento architettonico: ha una funzione concreta e poetica insieme. Nelle ore notturne, infatti, funge anche da faro, trasmettendo in codice Morse le lettere “C” e “M”, iniziali della città. Un piccolo segnale luminoso, ma ricco di significato, che unisce il mare e la città, la modernità e la tradizione.

 

Lo sapevi che...
La torre campanaria di Cristo Re è uno dei pochissimi esempi in Italia di campanile-faro con funzione comunicativa attiva. La trasmissione luminosa in codice Morse delle lettere “C” e “M” è un unicum architettonico e simbolico, pensato non solo per l'orientamento marittimo ma anche come omaggio alla città stessa. Il numero dei gradini (285) e l’altezza (33 metri) non sono casuali: la simbologia richiama gli anni di vita di Cristo. Un dettaglio che lega profondamente l’edificio al suo significato spirituale e alla sua funzione di guida.

 

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Santuario di Santa Maria Apparente

Santuario di Santa Maria Apparente

Giorno 1

Appena fuori dal centro, immersa in un contesto semi campestre, sorge la Chiesa di Santa Maria Apparente. Secondo la tradizione, qui vi fu un’apparizione della Madonna, da cui il nome. Ancora oggi è meta di pellegrinaggi e preghiere. La sua semplicità architettonica è arricchita da una statua della Vergine molto venerata e da uno spazio esterno accogliente.

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Nel cuore del quartiere che porta il suo nome, il Santuario di Santa Maria Apparente è uno dei luoghi più amati e venerati di Civitanova Marche. Immerso in un contesto rurale che conserva ancora oggi la quiete della campagna marchigiana, legato a una tradizione secolare e ad apparizioni miracolose, è ancora oggi meta di pellegrinaggi, celebrazioni e momenti di raccoglimento spirituale. La storia e la struttura Secondo la tradizione, il 5 giugno 1411 la Madonna apparve al contadino Vico Salimbene, chiedendo la costruzione di una cappella per fermare la peste. L’apparizione fu riconosciuta ufficialmente dall’Arcivescovo di Fermo l’anno seguente, e i lavori del santuario furono completati nel 1425. Il luogo divenne ben presto un punto di riferimento spirituale per la città, soprattutto per le donne in attesa, che qui si recavano per bere l’acqua del pozzo miracoloso, simbolo di fecondità e guarigione. Il restauro Nel tempo il santuario subì diversi rimaneggiamenti, l’ultimo dei quali, tra il 1989 e il 1992, riportò alla luce strutture preesistenti, inclusa una fondazione quattrocentesca e un affresco della Madonna che oggi è visibile all’interno. L'intervento fu sostenuto dall'intera comunità, segno dell'amore profondo per 'la Chiesetta', come viene affettuosamente chiamata dai civitanovesi. Il culto e la comunità Ancora oggi il Santuario è un luogo di grande attività religiosa e spirituale. Ogni 5 giugno, la comunità celebra la Madonna Apparente con una solenne processione. La chiesa è aperta tutto l’anno e propone celebrazioni, incontri comunitari e momenti di adorazione. Le pareti raccontano una storia di fede che attraversa i secoli, mentre l’ambiente trasmette pace e accoglienza.

 

Dettagli da non perdere

Tra gli elementi più suggestivi del Santuario di Santa Maria Apparente, spicca l’affresco mariano, riportato alla luce nel 2011 in occasione del seicentenario dell’apparizione. Si tratta di una testimonianza preziosa della devozione originaria, che raffigura la Madonna così come sarebbe apparsa al contadino Vico Salimbene nel lontano 1411. All’interno della chiesa si trova poi il pozzo sacro, da secoli meta di preghiera e legato alla leggenda del “miracolo del latte”: si racconta infatti che le donne in attesa o nel periodo dell’allattamento, bevendo la sua acqua, ricevano in dono abbondanza di latte. Una tradizione ancora viva nella memoria collettiva, tramandata di generazione in generazione.

 

Lo sapevi che...

Secondo uno studio scientifico, l’acqua del pozzo del Santuario di Santa Maria Apparente avrebbe caratteristiche uniche, rispondendo a tutte le frequenze dello spettro luminoso. Questo dato, riscontrato anche in altri luoghi di apparizioni mariane, ha portato molti fedeli a definirla 'acqua Mariana', simbolo di grazia e guarigione.

 

Poi 43.295902, 13.693342
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Convento dei Frati Minori Cappuccini

Convento dei Frati Minori Cappuccini

Giorno 1

Pace, silenzio, spiritualità francescana: sono questi gli elementi che accolgono il visitatore nella Chiesa dei Cappuccini. Il complesso, con convento e giardino, è immerso nel verde. L’atmosfera qui è unica: adatta alla meditazione e al raccoglimento. 

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Sulle colline appena fuori dalle mura di Civitanova Alta, nel silenzio della Contrada Le Grazie, sorge il Convento dei Frati Minori Cappuccini con la sua chiesa di San Giovanni Battista. Il complesso, adiacente al cimitero voluto dal governo napoleonico nel 1806, rappresenta uno dei più longevi luoghi di spiritualità francescana della zona e un prezioso scrigno d’arte e storia. L’attuale convento venne costruito nel 1625, grazie al contributo di diversi benefattori e con i proventi della vendita del precedente complesso conventuale, realizzato nel 1550 e ormai inadeguato. La chiesa, inizialmente intitolata a San Giovanni Battista, venne abbattuta durante le soppressioni napoleoniche, che portarono alla chiusura di tutti gli ordini religiosi. Ricostruita nel 1819, dopo la restaurazione del governo pontificio, venne riaperta al culto e da allora continua ad accogliere i fedeli e la comunità religiosa. L’edificio si presenta con una sobria facciata in laterizio, impreziosita da un portico a quattro arcate che introduce all’interno. La navata unica ospita diverse cappelle laterali lungo il lato destro, ornate da pregevoli opere d’arte di varia epoca e provenienza. Tra queste si segnalano: La Traslazione della Santa Casa di Loreto con San Cristoforo di Pietro de’ Petri, L’Immacolata tra i santi Giovanni Battista e Francesco di Gaetano Bessi, e una tela di Giuseppe Passeri con i santi Francesco, Bonaventura e Giovanni Battista. Alla scuola del classicismo romano si lega La Madonna di Loreto attribuita a Carlo Maratti. Alle spalle dell’altare maggiore si trova una Sacra Famiglia firmata nel 1905 dal pittore civitanovese Ulisse Ribustini. Sul lato sinistro si può ammirare anche un Crocifisso ligneo policromo di autore ignoto. Il convento, ancora oggi abitato dai frati, si sviluppa intorno a un chiostro e ospita anche il Centro di Pastorale Giovanile e Vocazionale e l’Accoglienza del Prepostulato. 

Dettagli da non perdere
Il portico a quattro arcate che accoglie i visitatori con sobria eleganza, le cappelle laterali arricchite da opere pittoriche di grande pregio e il Crocifisso ligneo di intensa espressività. Il chiostro interno, cuore della vita conventuale, offre un’atmosfera di silenzio e raccoglimento ancora oggi intatta. Degno di nota è anche l’altare ligneo seicentesco, trasferito nel 1904 dalla cappella Centofiorini della chiesa di San Francesco di Civitanova Alta, oggi parte dello Spazio Multimediale.

Lo sapevi che...
Nel 1650, secondo l’inchiesta dell’epoca, il convento disponeva di 18 celle, 4 infermerie e ospitava 11 religiosi tra sacerdoti, chierici e laici. La storia del convento è stata segnata da soppressioni, abbandoni e restauri, ma è sempre riuscito a rinascere come luogo di fede e cultura. L’opera di Ulisse Ribustini, uno dei maggiori pittori marchigiani dell’Ottocento, è solo una delle testimonianze artistiche che arricchiscono questa preziosa chiesa.

 

Poi 43.3232351, 13.6621027
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Chiesa di San Paolo

Chiesa di San Paolo

Giorno 1

Arrivati a Civitanova Alta, in cima al colle, ci accoglie la Chiesa di San Paolo. Monumentale e scenografica, domina la piazza principale del borgo. All’interno, le reliquie di San Marone, un maestoso organo Callido e una pala d’altare di pregio. È il cuore della fede civitanovese, un tempio ricco di storia e arte.

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Situata nel cuore della Città Alta, la Chiesa di San Paolo è uno dei luoghi di culto più rappresentativi di Civitanova Marche. All’interno della chiesa, ogni dettaglio racconta una storia. Dall’imponente pala d’altare alle tele seicentesche, passando per l’organo di Callido, tutto contribuisce a un’atmosfera solenne e armoniosa. Le sue origini risalgono al 1212, ma l’aspetto attuale è frutto di una ricostruzione settecentesca, voluta nell’ambito del rifacimento urbanistico della piazza centrale. L’attuale edificio venne eretto tra il 1736 e il 1753 su progetto dell’architetto milanese Pietro Loni, in sostituzione della chiesa precedente, elevata a Collegiata da papa Clemente VIII nel 1592 e demolita nel 1734. La facciata, realizzata in laterizio, si distingue per la composizione su tre ordini scanditi da marcapiani sporgenti, culminando con un elegante timpano mistilineo. Sulla destra svetta la torre dell’orologio civico, mentre a sinistra si erge la torre campanaria. L’interno è a navata unica, impreziosito da un organo settecentesco attribuito ad Antonio Callido, situato in controfacciata, e da opere d’arte di grande pregio, tra cui la cinquecentesca Natività di Maria di Andrea Briotti, una Crocifissione di Durante Nobili, e una pala d’altare di Filippo Conti raffigurante l’Incoronazione di Maria e la glorificazione dei santi apostoli Pietro e Paolo insieme a San Marone, datata 1763.

 

Dettagli da non perdere
Un elemento di particolare fascino è il fonte battesimale del XV secolo, composto da una pietra legata secondo la tradizione a San Marone, poggiata su un capitello medievale rovesciato e decorato a bassorilievo. La chiesa custodisce inoltre alcune reliquie del patrono civitanovese.

 

Lo sapevi che…
All’interno della chiesa è oggi conservata la monumentale statua lignea di Sant’Antonio Abate, opera della seconda metà del Trecento attribuita al Maestro dei Magi di Fabriano e simbolo di devozione e memoria collettiva, soprattutto legata alla tradizione della benedizione degli animali, che ogni anno coinvolge i bambini e le famiglie della città. Alta oltre due metri, la statua rappresenta il santo calvo, con lunga barba, in atto benedicente. In origine collocata nella chiesa di Sant’Agostino, venne successivamente trasferita nella cappella di San Marone in San Paolo.

 

Poi 43.3161606, 13.6808858
7
Chiesa del Santissimo Sacramento e Antiquarium

Chiesa del Santissimo Sacramento e Antiquarium

Giorno 1

A pochi passi da San Paolo, una piccola meraviglia: la Chiesa del Santissimo Sacramento. Qui gli affreschi barocchi, gli altari intarsiati e l’intimità dello spazio invitano al silenzio e alla contemplazione. Un tempo sede dell’Antiquarium archeologico, oggi è un prezioso scrigno d’arte sacra.

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Nel cuore della Città Alta, poco distante da Porta Marina, si trova la Chiesa del Santissimo Sacramento, antica sede di due importanti confraternite civitanovesi. L’edificio, fondato prima del Cinquecento e affacciato sull’ex piazza dell’ospedale, fu inizialmente affidato alla Confraternita della Misericordia, che lo utilizzava in connessione con le funzioni caritative dell’annesso ospedale. Dal 1785 passò alla Confraternita del Santissimo Sacramento, che ancora oggi ne è custode. La chiesa presenta una sobria facciata in laterizio scandita da fasce orizzontali e un interno riccamente decorato secondo i canoni del barocco marchigiano. L’aula, a navata unica, accoglie sei cappelle laterali ornate da opere pittoriche dei secoli XVII e XVIII. Di particolare rilievo è il grande crocifisso in legno policromo risalente al XVII-XVIII secolo, l’elegante tela settecentesca di Alessio Mancini raffigurante il Martirio di San Lorenzo, e un organo ottocentesco recentemente restaurato, attribuito a Fra’ Felice Morganti di Ascoli Piceno. Accanto alla chiesa, l’Antiquarium custodito dalla Confraternita conserva preziosi paramenti sacri, oggetti liturgici e una selezione di dipinti e manufatti religiosi, databili dal XVI al XIX secolo, offrendo al visitatore un viaggio intimo e toccante nella spiritualità e nella storia cittadina.

 

Dettagli da non perdere
Uno dei tesori della chiesa è l’organo di Felice Morganti, costruito nel 1847 e attribuito al noto organaro ascolano. Restaurato nel 2014 da Michel Formentelli, è tornato a risuonare durante una cerimonia partecipata da autorità, studiosi e cittadini. L’intervento ha riportato alla luce le qualità acustiche e artistiche di uno strumento raro, decorato da Pietro Aggarbati, e rappresenta oggi una testimonianza tangibile del patrimonio musicale sacro marchigiano.

 

Lo sapevi che…
La Confraternita del Santissimo Sacramento, che ancora oggi si prende cura della chiesa e dell’Antiquarium, è una delle più antiche dell’Arcidiocesi di Fermo. Fondata il 7 gennaio 1523 da 23 pie persone, sotto il pontificato di Adriano VI, è seconda solo a quella di Montefortino per data di istituzione canonica. In passato, come molte confraternite, svolgeva un ruolo fondamentale di assistenza e solidarietà sociale: aiutava poveri e malati, gli uomini di mare provati dalla fatica, forniva doti alle donne non sposate, distribuiva sementi, riscattava prigionieri rapiti dai pirati barbareschi e sosteneva convertiti al Cristianesimo, indipendentemente dalla loro origine. Il Monte Frumentario interno alla Confraternita era un vero e proprio fondo agricolo di grano, istituito per prestare ai bisognosi la materia prima per la semina. In occasione di feste religiose, il frumento veniva distribuito gratuitamente ai più poveri, purché iscritti alla confraternita e a patto di restituirlo dopo il raccolto.

 

Poi 43.316083, 13.6837561
8
Piazza della Libertà

Piazza della Libertà

Giorno 1

Concludi il tuo itinerario in Piazza della Libertà, fulcro della vita cittadina di un tempo e tutt’oggi luogo simbolico per residenti e visitatori. Un piccolo gioiello rimasto pressoché intatto nel suo impianto urbanistico medievale.

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Nel cuore del borgo storico di Civitanova Alta si apre Piazza della Libertà, il fulcro della vita cittadina di un tempo e tutt’oggi luogo simbolico per residenti e visitatori. Un piccolo gioiello rimasto pressoché intatto nel suo impianto urbanistico medievale, che conserva ancora intatto il fascino dei suoi vicoli in salita, degli scorci sui tetti rossi e dell’aria sospesa nel tempo. Varcando Porta Marina, sormontata da un suggestivo cipresso nato proprio tra le pietre merlate della cinta muraria, ci si trova immersi in un ambiente raccolto e scenografico, dove l’architettura storica dialoga con la natura. I palazzi nobiliari, le chiese, i musei e le piazzette convivono in un’armonia fatta di pietra, silenzio e memorie. Da qui si possono visitare alcuni dei principali tesori artistici e culturali della città alta. La Chiesa di San Paolo, costruita tra il 1740 e il 1753, ospita opere d’arte di grande pregio, un organo Callido del 1792 e le reliquie del patrono San Marone. Il Palazzo della Delegazione Comunale, un tempo palazzo priorale, conserva sulla facciata porticata una targa marmorea in onore di Annibal Caro, illustre letterato civitanovese. Il Teatro Annibal Caro, con il suo soffitto decorato a grottesche, è un esempio raffinato di teatro ottocentesco, recentemente restaurato. E poi lo Spazio Multimediale San Francesco, oggi sede di eventi culturali, mostre e concerti, che un tempo fu chiesa romanico-gotica. Tra gli angoli più amati della piazza, il Caffè del Teatro Cerolini accoglie con il suo fascino d’altri tempi. L’atmosfera d’inizio Novecento, le pareti adornate da quadri, la cura nei dettagli e l’alta qualità dell’offerta lo rendono un punto di riferimento per colazioni, aperitivi e incontri.

 

Dettagli da non perdere

L’atmosfera sospesa e senza tempo che si respira camminando tra i vicoli del borgo, il panorama mozzafiato che si apre verso le colline e il mare, e la possibilità di vivere arte, cultura e storia semplicemente passeggiando. La piazza stessa, con i suoi spazi raccolti e il teatro che ne custodisce la memoria, rappresenta un cuore pulsante che continua a battere con grazia e intensità. 

 

Lo sapevi che...

In prossimità di questa piazza si affacciava la casa della famiglia di Annibal Caro, uno dei massimi letterati del Rinascimento italiano. Ancora oggi una targa ne ricorda l’illustre cittadino, e il suo spirito sembra aleggiare tra i palazzi storici, come a testimoniare che l’arte, qui, ha sempre avuto dimora.

 

Poi 43.3161606, 13.6808858

Mappa dell'itinerario