Civitanova Porto è il volto dinamico e contemporaneo della città, ma sotto la sua vitalità si cela un’anima raffinata, elegante, intrisa di storia e cultura. Questo itinerario urbano ti invita a esplorare un paesaggio fatto di palazzi istituzionali, teatri storici, giardini pubblici, architetture liberty e scorci sul mare. Il percorso attraversa i luoghi dove la città ha fiorito nel primo Novecento, in parallelo allo sviluppo del turismo balneare e della vita cittadina. Ideale per chi ama passeggiare tra storia e modernità, per chi cerca la bellezza nei dettagli architettonici e nei silenzi dei giardini urbani.

Il nostro consiglio?
Concediti una passeggiata al tramonto, quando le facciate Liberty si tingono d’oro e i caffè si animano di voci. Fermati per un aperitivo tra Piazza XX Settembre e il lungomare, e lasciati avvolgere dall’atmosfera elegante e rilassata di Civitanova Porto.

 

Didascalia immagine

Informazioni itinerario

Durata: 2 ore
Mezzi di trasporto: A piedi
Periodo migliore: Tutto l'anno

Tappe dell'itinerario

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Piazza XX Settembre: la vita cittadina in movimento

Piazza XX Settembre: la vita cittadina in movimento

Giorno 1

Spaziosa e vibrante, questa piazza è il cuore di Civitanova Porto. Qui convergono i viali dello shopping, i locali, gli eventi pubblici. Al centro, la fontana monumentale invita alla sosta, tra aiuole curate e bambini che corrono. È qui che comincia il tuo viaggio tra cultura e bellezza quotidiana.

 

Nel cuore pulsante di Civitanova Marche si apre una delle piazze più grandi delle Marche: Piazza XX Settembre. Anticamente conosciuta come Largo Scalo”, perché i marinai vi tiravano in secca le tipiche barche da pesca e trasporto dette “lancette” e i “trabaccoli”, assunse il nome attuale nel 1895, con una cerimonia solenne voluta dal Consiglio Comunale e promossa dal consigliere Agostino Rinci. L’intitolazione celebrava la presa di Roma del 20 settembre 1870, momento chiave del Risorgimento italiano che sancì la fine dello Stato Pontificio e l’unificazione nazionale. Fin dal Quattrocento la piazza è stata il centro nevralgico della città: luogo di mercato, punto di snodo tra mare, porto e città alta, spazio d’incontro e di passaggio. Oggi mantiene la sua funzione aggregante, ospitando il mercato settimanale del sabato e manifestazioni pubbliche, ed è incorniciata da una fitta trama di attività commerciali, dalla storica chiesa di San Pietro e da ampi viali alberati. Dal lato orientale della piazza si accede ai Giardini pubblici intitolati al baritono Sesto Bruscantini, con la storica fontana che un tempo adornava il centro della piazza. Poco oltre si giunge al Lido Cluana, al Varco sul Mare e all’inizio del lungomare Sud, in un percorso urbano che unisce eleganza, memoria storica e vita quotidiana.

Dettagli da non perdere La storica fontana, un tempo al centro della piazza, oggi ornamento dei giardini pubblici. I viali alberati che incorniciano la piazza, ideali per una passeggiata tra storia e shopping.

 

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Palazzo Sforza-Cesarini

Palazzo Sforza-Cesarini

Giorno 1

Elegante e sobrio, ospita il Municipio e rappresenta la Civitanova moderna. Un tempo simbolo dell’espansione cittadina, oggi è sede del Municipio. I suoi portici accolgono chi cerca riparo dal sole, chi passeggia lentamente o chi attende un appuntamento in città. Non perderti anche l’orologio in facciata, installato nel 1861, e le eleganti decorazioni in terracotta che impreziosiscono l’edificio.

 

Nel cuore di Civitanova Marche, affacciato sulla centrale Piazza XX Settembre, sorge Palazzo Sforza-Cesarini, oggi sede del Municipio. Un edificio maestoso, che unisce l’eleganza dell’architettura tardo-neoclassica a un’anima profondamente radicata nella storia cittadina. Dove oggi pulsa la vita amministrativa, un tempo sorgeva una fortezza costruita per difendere la costa dagli assalti dei pirati. Un palazzo che racconta la storia di una città, dal feudo al municipio Tutto ha inizio nel 1445, quando i civitanovesi chiedono al Papa di poter erigere una roccaforte per difendere il borgo e i traffici marittimi. Solo nel 1484 la richiesta viene accolta. Ma è nel 1551, con la concessione pontificia al nobile Giuliano Cesarini, che Civitanova diventa un feudo, e la famiglia Sforza-Cesarini entra in scena. Proprio il Duca Lorenzo I Sforza, nel 1862, decide di far costruire il palazzo che oggi ammiriamo, inglobando i resti dell’antica fortezza portuale. Un gesto che trasforma il luogo della difesa in simbolo di potere e rappresentanza. L’edificio, interamente in cotto, è un perfetto esempio dell’eclettismo ottocentesco, dove motivi neoclassici si mescolano a richiami rinascimentali. Maschere, cornucopie e capitelli in terracotta decorano le sue facciate con sobria eleganza. Ma non è solo bellezza: il palazzo ha vissuto molte vite. Dopo la morte del Duca, nel 1906, passa alla famiglia Cingoli che lo trasforma in parte in abitazione privata, in parte in pastificio. E nel 1919, con un atto simbolico e concreto insieme, diventa sede del Comune. Durante il Novecento, Palazzo Sforza si trasforma ancora: una parte ospita una scuola, un’altra un deposito di sali e tabacchi. Negli anni Trenta, l’ala nord viene demolita per costruire il Cine-teatro “Beniamino Gigli”, oggi “Gioacchino Rossini”. L’unico intervento sulla facciata principale resta l’installazione dell’orologio, prelevato dalla chiesa di San Pietro e ancora oggi funzionante. Nel 1999, un importante restauro restituisce dignità agli ambienti municipali e agli spazi di rappresentanza.

 

Dettagli da non perdere Non perderti anche l’orologio in facciata, installato nel 1861, e le eleganti decorazioni in terracotta che impreziosiscono l’edificio.

 

Lo sapevi che…? Il palazzo sorge esattamente sopra la vecchia fortezza del porto, costruita per volontà dei civitanovesi per difendersi dai pirati! Inoltre, prima di diventare sede del Comune, l’edificio ha ospitato un pastificio, una scuola, un deposito di sali e tabacchi e persino un teatro. Una vera “palazzina multitasking” ante litteram!

 

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Giardini Sesto Bruscantini: il verde nel cuore

Giardini Sesto Bruscantini: il verde nel cuore

Giorno 1

Dedica qualche minuto alla quiete di questo giardino urbano, ombreggiato e intimo. Intitolato a uno dei grandi baritoni del Novecento, civitanovese doc, è il luogo ideale per leggere un libro, riflettere o semplicemente osservare la vita cittadina che scorre lenta tra aiuole e panchine.

 

Tra le fronde verdi e le aiuole all’italiana di Piazza XX Settembre, i Giardini Sesto Bruscantini offrono un angolo di quiete e bellezza nel cuore della città. A incorniciare l’area, una fontana monumentale che un tempo adornava il centro della piazza, oggi perfettamente integrata tra panchine, vialetti alberati e giochi di forme vegetali. I giardini, ristrutturati e curati con attenzione, sono stati intitolati nel 2019 a Sesto Bruscantini, celebre baritono nato a Civitanova Marche nel 1919 e divenuto figura di spicco nel panorama lirico internazionale. L’iniziativa ha voluto celebrare un artista straordinario, ricordato non solo per il suo talento, ma anche per l’umanità con cui ha saputo toccare le corde del cuore di chi lo ha conosciuto. Nel verde dei giardini, la musica sembra ancora aleggiare tra i rami, quasi in omaggio silenzioso al grande interprete del belcanto italiano.

 

Dettagli da non perdere La fontana storica al centro dei giardini, le aiuole simmetriche curate con varietà di specie arboree e la quiete che si respira a pochi passi dal centro e dal mare.

 

Lo sapevi che...

Bruscantini debuttò alla Scala di Milano nel 1949 e fu protagonista accanto a Maria Callas nella storica rappresentazione de Il Turco in Italia del 1950. Un vero rivoluzionario della lirica, capace di fondere recitazione e canto come pochi altri.

 

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Palazzine Liberty del Lido Cluana: la raffinatezza d’altri tempi

Palazzine Liberty del Lido Cluana: la raffinatezza d’altri tempi

Giorno 1

Siamo nel cuore della Civitanova balneare di inizio Novecento. Qui, affacciate sul mare, si allineano eleganti residenze estive della borghesia marchigiana, riccamente decorate con stucchi floreali, ferri battuti e vetrate artistiche. Alcune ospitano oggi centri culturali o mostre temporanee. Passeggiare tra queste ville è come fare un salto nel passato elegante delle vacanze aristocratiche.

 

Due eleganti palazzine gemelle che sembrano appena uscite da un romanzo degli anni Trenta: le Palazzine Liberty del Lido Cluana sono tra i simboli più affascinanti di Civitanova Marche. Con il loro stile ricercato e la posizione privilegiata tra il mare e il centro cittadino, raccontano un passato fatto di mondanità, serate danzanti e tramonti in riva all’Adriatico. La loro storia inizia nel 1933, ma affonda le radici in un decennio prima. Qui sorgeva infatti lo storico Chalet Miramare, primo stabilimento balneare della città, inaugurato nel 1922. Ritrovo chic per vacanzieri e cittadini, lo chalet fu distrutto da un incendio nel 1930. Ma proprio su quelle ceneri, venne progettato un nuovo luogo simbolo: il Lido Cluana. L’ingegnere Gaetano Caradonna firmò un progetto che univa funzionalità e bellezza: due edifici simmetrici, in perfetto stile Liberty, posti a chiusura prospettica dell’asse che collega il mare a Palazzo Sforza, attraversando Piazza XX Settembre. Terrazze ampie, torrette, decorazioni in ferro battuto, loggiati e motivi floreali fanno delle palazzine uno degli esempi più interessanti di architettura tardo-liberty nelle Marche. Durante gli anni Trenta il Lido Cluana divenne il cuore pulsante della vita estiva: concerti, feste, eleganza, bel vivere. Poi la guerra spense le luci e per lungo tempo i due edifici conobbero abbandono e usi impropri. Solo nel 2003, grazie a un attento restauro, sono tornati a splendere, pronti ad accogliere eventi culturali, mostre e attività legate alla comunità. Oggi, passeggiando tra i vialetti alberati che conducono al mare, le palazzine restituiscono ancora il fascino di un’epoca raffinata e spensierata, custodi silenziose della memoria di Civitanova.

 

Dettagli da non perdere Le balconate sul mare, da cui godere di una vista impareggiabile che spazia dal Monte Conero fino a Porto San Giorgio. E le decorazioni originali in stile Liberty che impreziosiscono i fronti degli edifici.

 

Lo sapevi che... Le due palazzine, sebbene gemelle, non sono perfettamente identiche: differiscono per la disposizione interna, le torrette e la struttura dei terrazzi. E quando furono inaugurate, nel 1933, divennero subito il fiore all’occhiello di un turismo elegante, contribuendo a rendere Civitanova una delle mete più ambite dell’Adriatico.

 

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Varco sul Mare: la soglia dell’orizzonte

Varco sul Mare: la soglia dell’orizzonte

Giorno 1

Una struttura scenografica, moderna, simbolica. Il “Varco” è una porta visiva e architettonica tra la città e il mare. Spesso ospita mostre, installazioni artistiche, sculture. Fermati qualche istante: guarda l’Adriatico da questa soglia e lasciati ispirare dal movimento lento dell’acqua e dal respiro aperto dell’orizzonte.

 

Una soglia simbolica, un arco che unisce il cuore della città con l’orizzonte blu dell’Adriatico. Il Varco sul Mare è molto più di un semplice passaggio: è diventato uno dei luoghi più iconici e fotografati di Civitanova Marche, inserito a pieno titolo nella skyline urbana. Sorge dove un tempo si trovava l’Ente Fiera, nel tratto compreso tra Lido Cluana e il Lungomare Sud. L’area, per anni chiusa e in disuso, è stata completamente riqualificata per restituire alla città un grande spazio aperto e fruibile, oggi animato da eventi culturali, spettacoli, sport e momenti di condivisione. Al centro di questo nuovo paesaggio urbano campeggia l’arco monumentale in cemento armato, unico elemento sopravvissuto al vecchio padiglione fieristico. Progettato negli anni Cinquanta dall’ingegnere maceratese Giorgio Perucci – docente al Politecnico di Milano e figura di spicco nel panorama dell’ingegneria italiana del dopoguerra – l’arco rappresenta un esempio virtuoso di architettura strutturale, paragonabile per stile e concezione alle opere della scuola di Pier Luigi Nervi. Il suo profilo sinuoso, che richiama una vela gonfiata dal vento, regala uno spettacolo visivo sorprendente: dai giardini di Piazza XX Settembre si apre una finestra sul mare, e viceversa, dal Lungomare lo sguardo può correre libero fino al Palazzo Comunale. Un colpo d’occhio inedito, che mette in connessione i luoghi simbolo di Civitanova in un unico, poetico asse visivo. Oggi il Varco è uno spazio vivo e versatile: ospita manifestazioni gastronomiche, mercatini, giostre, spettacoli teatrali all’aperto e attività sportive. Ed è anche uno dei luoghi preferiti dalle famiglie, perché basta una voce per far risuonare l’eco sotto l’arco e regalare ai più piccoli una piccola magia acustica.

Dettagli da non perdere
La struttura dell’arco, esempio virtuoso di ingegneria anni ’50, con travi a Y e raccordi tra archi portanti. E la prospettiva unica che collega, come in una linea immaginaria, il mare con il centro cittadino.

Lo sapevi che…
L’effetto eco sotto il Varco è diventato una delle attrazioni più amate dai bambini! E l’arco stesso, ideato per sostenere il vecchio padiglione fieristico, è oggi considerato una delle più interessanti architetture post-belliche delle Marche.

 

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Lungomare Sud: relax in riva al mare

Lungomare Sud: relax in riva al mare

Giorno 1

Il percorso si conclude con il mare che accompagna ogni pensiero. Scegli uno dei locali storici sul lungomare, rilassati su una sdraio o gusta un pranzo a base di pesce. Qui si vive davvero l’eleganza quotidiana di Civitanova: tra gente che legge, coppie che passeggiano mano nella mano e il suono gentile delle onde che accarezzano la riva.

 

A Civitanova Marche, il mare è protagonista assoluto. Il suo litorale, diviso tra Spiaggia Nord, Spiaggia Centrale e Spiaggia Sud, si estende con eleganza e varietà, offrendo scenari diversi e adatti a ogni esigenza. Una lunga striscia di costa in cui l’azzurro del mare incontra il verde delle palme, le note del vento e il ritmo lento dell’estate. A nord del porto l’arenile è ampio e sabbioso, perfetto per le famiglie con bambini grazie al fondale basso e sicuro. Qui il paesaggio si colora di stabilimenti balneari ben attrezzati, chalet vivaci, ristoranti di pesce fresco e un’aria vacanziera che si respira in ogni angolo. Passeggiando lungo il Lungomare Nord, si incontra un piccolo gioiello della memoria marittima: la “lancetta”, tipica imbarcazione da pesca civitanovese, che orna una rotatoria come simbolo della tradizione. A sud del porto il panorama cambia: l’arenile diventa misto, con sabbia e ghiaia bianca levigata dalle onde, mentre il fondale si fa più profondo. Il Lungomare Sud è definito da aiuole fiorite sul lato del mare e da aree verdi ombreggiate da pini e palme sul lato della città. Un contesto curato e accogliente, ideale per rilassarsi al sole o trascorrere momenti all’aperto in famiglia. Qui, tra le cascate fiorite e gli ombrelloni, si può assaporare l’energia tranquilla dell’Adriatico. Sullo sfondo, lo Stadio Polisportivo e, alla fine del percorso, il Monumento ai Caduti, opera solenne dello scultore Giovanni Masoero, si staglia verso il cielo come una sentinella silenziosa. Sulla punta del Molo Sud, articolato in tre bracci che ospitano le tradizionali barche da pesca e le caratteristiche "vongolare" si apre uno dei panorami più suggestivi: da qui lo sguardo abbraccia lo skyline della città, si allunga fino alla foce del fiume Chienti e si perde tra le onde della Spiaggia Sud. È il punto perfetto per contemplare la bellezza dell’incontro tra mare, uomo e città. 

Dettagli da non perdere

Il litorale civitanovese è un continuo alternarsi di scenari diversi: dalle sabbie dorate della Spiaggia Nord, ideali per le famiglie, alle pietre levigate e alle acque profonde della Spiaggia Sud, amate da chi cerca tranquillità e bellezza naturale. Civitanova Marche è anche parte integrante della Ciclovia Adriatica, l’ambizioso progetto di mobilità sostenibile che collegherà tutte le località costiere dell’Adriatico. Già oggi si può percorrere un tratto cittadino che abbraccia entrambi i lungomari, ma anche salire fino a Civitanova Alta lungo il Rio Maranello, oppure imboccare il percorso che, dal Lungomare Sud, si addentra nel verde del fiume Chienti.

«Sole, sole! Quanto sole abbagliante! Tutto scintillava, nel paese dove io giungevo: il mare era una grande fascia argentea, il cielo un infinito riso sul mio capo, un’infinita carezza azzurra allo sguardo...» (dal romanzo "Una donna" di Sibilla Aleramo)

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Mappa dell'itinerario