Nel cuore di Civitanova Marche, affacciato sulla centrale Piazza XX Settembre, sorge Palazzo Sforza-Cesarini, oggi sede del Municipio. Un edificio maestoso, che unisce l’eleganza dell’architettura tardo-neoclassica a un’anima profondamente radicata nella storia cittadina. Dove oggi pulsa la vita amministrativa, un tempo sorgeva una fortezza costruita per difendere la costa dagli assalti dei pirati. Un palazzo che racconta la storia di una città, dal feudo al municipio Tutto ha inizio nel 1445, quando i civitanovesi chiedono al Papa di poter erigere una roccaforte per difendere il borgo e i traffici marittimi. Solo nel 1484 la richiesta viene accolta. Ma è nel 1551, con la concessione pontificia al nobile Giuliano Cesarini, che Civitanova diventa un feudo, e la famiglia Sforza-Cesarini entra in scena. Proprio il Duca Lorenzo I Sforza, nel 1862, decide di far costruire il palazzo che oggi ammiriamo, inglobando i resti dell’antica fortezza portuale. Un gesto che trasforma il luogo della difesa in simbolo di potere e rappresentanza. L’edificio, interamente in cotto, è un perfetto esempio dell’eclettismo ottocentesco, dove motivi neoclassici si mescolano a richiami rinascimentali. Maschere, cornucopie e capitelli in terracotta decorano le sue facciate con sobria eleganza. Ma non è solo bellezza: il palazzo ha vissuto molte vite. Dopo la morte del Duca, nel 1906, passa alla famiglia Cingoli che lo trasforma in parte in abitazione privata, in parte in pastificio. E nel 1919, con un atto simbolico e concreto insieme, diventa sede del Comune. Durante il Novecento, Palazzo Sforza si trasforma ancora: una parte ospita una scuola, un’altra un deposito di sali e tabacchi. Negli anni Trenta, l’ala nord viene demolita per costruire il Cine-teatro “Beniamino Gigli”, oggi “Gioacchino Rossini”. L’unico intervento sulla facciata principale resta l’installazione dell’orologio, prelevato dalla chiesa di San Pietro e ancora oggi funzionante. Nel 1999, un importante restauro restituisce dignità agli ambienti municipali e agli spazi di rappresentanza.
Dettagli da non perdere Sotto il porticato del palazzo si apre uno dei caffè storici più amati della città: l’“Annibal Caro”, noto anche come “Bar Maretto”. Un tempo salotto intellettuale, oggi è ancora punto d’incontro cittadino. Non perderti anche l’orologio in facciata, installato nel 1861, e le eleganti decorazioni in terracotta che impreziosiscono l’edificio.
Lo sapevi che…? Il palazzo sorge esattamente sopra la vecchia fortezza del porto, costruita per volontà dei civitanovesi per difendersi dai pirati! Inoltre, prima di diventare sede del Comune, l’edificio ha ospitato un pastificio, una scuola, un deposito di sali e tabacchi e persino un teatro. Una vera “palazzina multitasking” ante litteram!

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