Immersa in un parco spettacolare e affacciata sul mare, Villa Conti, conosciuta anche come Villa San Michele, è uno degli esempi più raffinati di architettura Liberty delle Marche. Un luogo che racconta storie d’amore, passione per l’arte e una visione nobiliare di grande respiro culturale. Costruita tra il 1908 e il 1910 dal conte Adolfo Conti per il primogenito Pier Alberto e la sua giovane sposa, Augusta Morroni Mozzi, la villa si arricchì nel tempo di nuovi dettagli architettonici e romantiche vicende. Nel 1926, in occasione delle seconde nozze con la soprano Francisca Solari, Pier Alberto fece restaurare l’interno del Villino Conti – la dépendance estiva del complesso – trasformandolo in un piccolo capolavoro dell’Art Nouveau. Un parco da favola e una dimora che incanta La posizione della villa, su una collina che guarda il mare, è già di per sé affascinante. Ma è il parco all’italiana, che si estende per oltre sette ettari, a sorprendere chi lo visita: alberi secolari, piante rare, una voliera, una grotta, un galoppatoio, le scuderie e una deliziosa chiesetta neogotica in mattoni con torre merlata e cripta sottostante. Un piccolo mondo privato che ha saputo conservare il suo fascino. Le facciate del villino, riccamente decorate con motivi floreali, piastrelle smaltate e decori in pietra e in cemento, rappresentano il Liberty in una delle sue forme più eleganti e armoniose. L’interno, recentemente restaurato, custodisce affreschi, stucchi, cornici e decorazioni fitomorfe, riportati all’antico splendore con grande attenzione. Attualmente la Villa è di proprietà privata.
Dettagli da non perdere
Gli elementi decorativi Liberty che avvolgono le facciate del villino con grazia floreale e geometrica, il parco storico, con rarità botaniche, la chiesetta neogotica, la grotta, il galoppatoio e l’elegante cripta dove riposano Pier Alberto Conti e la sua amata Francisca Solari. E soprattutto… la vista panoramica sul mare, che fa da cornice a un luogo fuori dal tempo.
Lo sapevi che…
Fu per amore che Pier Alberto Conti trasformò Villa Conti in una residenza degna di un’opera lirica. La sua seconda moglie, la celebre soprano Francisca Solari, lo ispirò a promuovere – nel 1921 – la prima rappresentazione lirica allo Sferisterio di Macerata, dove si esibì proprio in Aida di Giuseppe Verdi.

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