Civitanova Marche custodisce un vero e proprio museo a cielo aperto: un patrimonio artistico vivo, dinamico, in continua trasformazione. Passeggiando lungo il molo est e il molo sud di Civitanova Marche, non puoi che lasciarti sorprendere dalla varietà e dalla vivacità dei murales: ogni muro è una scoperta, un'esplosione di colore e creatività. Qui, tra le reti da pesca, i cantieri navali e il profumo del mare, prende vita uno degli angoli più suggestivi della città, dove la street art ha trovato casa e ha trasformato l’area portuale in un percorso artistico unico nel suo genere. Una visita ai murales del porto è una tappa imperdibile per chi vuole conoscere la vera anima di Civitanova: creativa, aperta, marinara e profondamente contemporanea. Il porto cittadino, cuore pulsante della vita economica e identitaria, si è trasformato in un grande spazio creativo grazie al progetto "Vedo a Colori", ideato e curato dall'Urban Artist e architetto Giulio Vesprini. Nato nel 2009 e oggi riconosciuto a livello nazionale e internazionale, il progetto ha coinvolto oltre 100 artisti italiani che hanno letteralmente colorato più di 3.000 metri quadrati di superfici grigie, tra molo e cantieri navali, trasformando l’area portuale in un museo urbano unico nel suo genere. L’idea alla base del progetto è semplice ma potentissima: restituire alla città e ai suoi abitanti uno spazio vissuto ma trascurato, trasformandolo in luogo di incontro, riflessione e bellezza. Il porto, infrastruttura funzionale e cuore economico di Civitanova, diventa così teatro di una rigenerazione urbana fondata sull'arte, il colore e la partecipazione. Ogni murales racconta una storia, omaggia un personaggio, denuncia un tema, interpreta la memoria e l’identità collettiva con segni e colori indelebili. Tra le opere più significative: Il murale dell'artista Chekos Art, dedicato a Stelvio Massi, regista civitanovese e autore del film "Un poliziotto scomodo" (1978), girato proprio a Civitanova. L'omaggio poetico di Opiemme a Sibilla Aleramo, scrittrice simbolo della città. L'opera di Daniele Geniale e Roberta Fucci su San Marone, patrono della città. Gli interventi di Gods in Love, Federico Crisa, Andrea Casciu, NemO’s e Nulo, Pupo Bibbito e Federica Florio, Alessandra Senso, Andrè Guerrilla, Millo, Nicola Alessandrini e Lisa Gelli, Biodpi, Collettivo FX, Larva e 3Zeta, Pattern Nostrum con Daniele Tozzi, TO/LET, Gianluca Raro, Reve+, Riccardo Ten Colombo, Krayon e Alessio Bolognesi. Oggi, a oltre 15 anni dalla prima pennellata, "Vedo a Colori" continua a evolversi: nuovi artisti sono coinvolti ogni anno, nuove superfici vengono rigenerate e la documentazione fotografica del progetto è diventata un archivio visivo fondamentale per la storia recente della città. Il vecchio lascerà spazio al nuovo, e i muri, come pagine, continueranno a raccontare.

 

Dettagli da non perdere: Da non perdere assolutamente i tributi a personaggi simbolo della città come Sibilla Aleramo, San Marone, Stelvio Massi e Adalberto Libera, raffigurati con stili e linguaggi diversi che fondono arte, storia e identità locale. Straordinaria anche la presenza di animali marini fantastici, simboli migranti, giochi visivi e citazioni poetiche che trasformano il porto in un racconto a cielo aperto.

 

Lo sapevi che... Civitanova Marche è considerata una delle città più dipinte d’Italia grazie a questo progetto? La città ha saputo reinventare una delle sue aree più funzionali e grigie, restituendole bellezza e senso di appartenenza. "Vedo a Colori" non è solo un progetto artistico, ma un processo di rigenerazione urbana e sociale che ha ispirato molte altre città. L'intervento è visibile in tutte le stagioni: passeggiando tra molo est e zona cantieri si compie un viaggio nella cultura visiva contemporanea.

SITO WEB DEL PROGETTO: https://www.vedoacolori.it/
TOUR VIRTUALE DEL PROGETTO: https://vedoacolori.visualinteriordesign.it/

 

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