Iniziate la vostra giornata romantica a Civitanova Marche partendo da Civitanova Alta.
In Piazza della Libertà, una colazione seduti ai tavolini di un antico caffè storico vi farà assaporare subito l’atmosfera raccolta del borgo. 
Da qui, raggiungete Porta Marina, una delle porte d’ingresso più caratteristiche, con il suo antico cipresso che spunta dalla sommità e vi accoglie come un segno distintivo del luogo. Proseguendo verso l’area dell’ex ghetto ebraico, scoprirete panorami che abbracciano il mare e le dolci colline marchigiane.
Perdetevi tra i vicoli più suggestivi del centro storico, come Via dell’Aurora, un intreccio di stradine dal fascino intimo e autentico.
Altri percorsi vi condurranno fino a Porta Zoppa, porta medievale del XIV secolo che racconta il passato fortificato del borgo.
Quando sarà il momento di pranzare, Piazza della Tramvia vi offrirà una scelta di locali accoglienti nei pressi della vecchia stazione del tram in stile Liberty, proprio all’ingresso di Civitanova Alta.
Nel pomeriggio scendete verso il litorale e raggiungete il Borgo Marinaro di Civitanova Marche. Qui il profumo del mare, il Porto Turistico e le vie animate del centro vi accompagneranno nella parte più vivace della giornata.
Una passeggiata mano nella mano vi condurrà fino al faro, dove il mare e la brezza marina diventano lo sfondo ideale per qualche foto romantica. Lungo il molo, lasciatevi sorprendere dai murales del progetto “Vedo a Colori”: un museo a cielo aperto che racconta la storia e l’anima marinara della città con opere che colorano il porto e ne rivelano l’identità.
Quando il sole comincia a scendere, scegliete uno chalet elegante sul Lungomare per sorseggiare un aperitivo e godervi il rosso del tramonto che si riflette sull’acqua.
La serata romantica continua senza fretta: con il mare come scenografia naturale, concedetevi una cena intima in uno dei ristoranti affacciati sulla costa. La freschezza del pescato locale e le luci soffuse dei locali renderanno la cena un momento indimenticabile, mentre il suono delle onde diventa la colonna sonora perfetta.
Concludete la giornata con una passeggiata serale lungo il lungomare illuminato: le luci dei lampioni si riflettono sull’acqua scura creando un percorso suggestivo, ideale per camminare ancora una volta mano nella mano, conservando la magia del mare fino all’ultimo passo.

 

ITINERARIO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON GLI STUDENTI DELL'ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE BONIFAZI-CORRIDONI DI CIVITANOVA MARCHE (Studenti: Aurora Ascani - Youssef Chehidi - Veronica Elezi - Joele Renzi - Maria Luce Tartabini)

 

Tappe dell'itinerario

1
Piazza della Libertà

Piazza della Libertà

Giorno 1

Nel cuore del borgo storico di Civitanova Alta si apre Piazza della Libertà, il fulcro della vita cittadina di un tempo e tutt’oggi luogo simbolico per residenti e visitatori. Un piccolo gioiello rimasto pressoché intatto nel suo impianto urbanistico medievale, che conserva ancora intatto il fascino dei suoi vicoli in salita, degli scorci sui tetti rossi e dell’aria sospesa nel tempo. Varcando Porta Marina, sormontata da un suggestivo cipresso nato proprio tra le pietre merlate della cinta muraria, ci si trova immersi in un ambiente raccolto e scenografico, dove l’architettura storica dialoga con la natura. I palazzi nobiliari, le chiese, i musei e le piazzette convivono in un’armonia fatta di pietra, silenzio e memorie. Da qui si possono visitare alcuni dei principali tesori artistici e culturali della città alta. La Chiesa di San Paolo, costruita tra il 1740 e il 1753, ospita opere d’arte di grande pregio, un organo Callido del 1792 e le reliquie del patrono San Marone. Il Palazzo della Delegazione Comunale, un tempo palazzo priorale, conserva sulla facciata porticata una targa marmorea in onore di Annibal Caro, illustre letterato civitanovese. Il Teatro Annibal Caro, con il suo soffitto decorato a grottesche, è un esempio raffinato di teatro ottocentesco, recentemente restaurato. E poi lo Spazio Multimediale San Francesco, oggi sede di eventi culturali, mostre e concerti, che un tempo fu chiesa romanico-gotica. Tra gli angoli più amati della piazza, il Caffè del Teatro Cerolini accoglie con il suo fascino d’altri tempi. L’atmosfera d’inizio Novecento, le pareti adornate da quadri, la cura nei dettagli e l’alta qualità dell’offerta lo rendono un punto di riferimento per colazioni, aperitivi e incontri.

 

Dettagli da non perdere

L’atmosfera sospesa e senza tempo che si respira camminando tra i vicoli del borgo, il panorama mozzafiato che si apre verso le colline e il mare, e la possibilità di vivere arte, cultura e storia semplicemente passeggiando. La piazza stessa, con i suoi spazi raccolti e il teatro che ne custodisce la memoria, rappresenta un cuore pulsante che continua a battere con grazia e intensità. 

 

Lo sapevi che...

In prossimità di questa piazza si affacciava la casa della famiglia di Annibal Caro, uno dei massimi letterati del Rinascimento italiano. Ancora oggi una targa ne ricorda l’illustre cittadino, e il suo spirito sembra aleggiare tra i palazzi storici, come a testimoniare che l’arte, qui, ha sempre avuto dimora.

 

Poi 43.3161606, 13.6808858
2
Porta Marina (già Porta Sant’Angelo)

Porta Marina (già Porta Sant’Angelo)

Giorno 1

Porta Sant’Angelo, nota ai civitanovesi come Porta Marina, è una delle quattro antiche porte urbiche che regolavano l’accesso al borgo fortificato di Civitanova Alta. Situata sul lato orientale della cinta muraria, si affaccia sul mare Adriatico regalando una vista mozzafiato e rappresenta uno degli scorci più iconici e fotografati della città. Edificata a metà del XV secolo per volere di Francesco Sforza, insieme all’intero sistema difensivo della città – mura e porte comprese – Porta Marina si presenta in laterizio, in perfetto stile ghibellino, con un doppio arco ogivale e una struttura a torre. Inalterata nella sua forma originaria, è stata restaurata nel 2016, preservando la sua autenticità architettonica e storica. Un elemento distintivo e assolutamente unico di questa porta è il cipresso centenario che cresce proprio all’interno della fascia merlata. Da oltre un secolo, l’albero svetta tra le pietre, diventando nel tempo non solo un fatto curioso, ma un vero e proprio simbolo della città: Porta Marina e il suo cipresso incarnano lo spirito resistente, fiero e radicato di Civitanova Alta. All’interno della struttura, grazie alla forma a torre, era stato ricavato anche un vano per le vedette, da cui osservare e proteggere il litorale e gli accessi alla città. Oggi quel passato militare lascia spazio alla poesia del paesaggio e alla bellezza dei luoghi.

 

Dettagli da non perdere 
La vista sull’Adriatico che si apre appena oltre l’arco, in particolare al tramonto, è uno dei panorami più suggestivi della zona. L’inconfondibile sagoma del cipresso, che spunta tra i merli ghibellini della porta, rappresenta una delle immagini più evocative di Civitanova Alta. Fermarsi a contemplare questo scorcio è come entrare in un dipinto. 

 

Lo sapevi che…
Secondo la tradizione popolare, il cipresso nato dentro la porta è cresciuto spontaneamente e, nonostante le intemperie e il passare del tempo, ha resistito per più di un secolo. Questo piccolo miracolo naturale è diventato simbolo di forza e identità per la città: ancora oggi, per molti cittadini, Porta Marina con il suo cipresso è considerata il cuore e l’emblema di Civitanova Alta.

 

Poi 43.3159954, 13.6842163
3
Affaccio a nord e ghetto ebraico

Affaccio a nord e ghetto ebraico

Giorno 1

Nel cuore della Città Alta, in un angolo nascosto ma carico di memoria, si trova il Vicolo della Luna, un tempo noto come Vicolo degli Ebrei. È qui che, nel 1474, si costituisce il piccolo ghetto ebraico di Civitanova Marche, una realtà discreta ma significativa, specchio di un'epoca complessa in cui convivenza e segregazione coesistevano.

Situato sul lato nord della città murata, questo angolo di Civitanova venne destinato ad accogliere una piccola comunità ebraica, con le sue abitazioni e le botteghe artigiane. Gli ebrei, provenienti per lo più da Roma, Ancona, Pesaro e Fano – città con comunità già fiorenti dal XIII secolo – aprirono qui le loro attività. Oggi, a ricordare il quartiere ebraico, resta un arco in mattoni che un tempo reggeva le porte del ghetto e dall’ adiacente piazzetta ci si affaccia sul caratteristico panorama della collina marchigiana che arriva fino al mare. 

Dettagli da non perdere 
Nel punto in cui si trovavano i cancelli che chiudevano l'accesso al ghetto, oggi è incastonato nel selciato un sampietrino in alluminio. Il suo aspetto richiama le “pietre d’inciampo” che si trovano in tante città d’Europa, un segno discreto ma potente, a memoria di tutte le vittime delle deportazioni naziste, in particolare degli ebrei perseguitati e annientati nei campi di sterminio. 

Lo sapevi che…
Il ghetto ebraico di Civitanova Marche fu tra i più piccoli delle Marche, ma non per questo privo d’importanza. L’istituzione di un’area separata fu una decisione imposta dalle autorità del tempo, ma non impedì agli ebrei civitanovesi di intrecciare rapporti con la comunità locale. Il loro ruolo economico fu per secoli centrale per il tessuto commerciale cittadino. Anche se oggi non rimangono più tracce vive della comunità ebraica, la memoria resiste nelle pietre, nei nomi delle vie, e in piccoli segni simbolici come il sampietrino commemorativo.

 

Poi 43.316755, 13.6828047
4
Porta Zoppa (Porta San Paolo)

Porta Zoppa (Porta San Paolo)

Giorno 1

Affacciata sul lato meridionale della cinta muraria di Civitanova Alta, Porta Zoppa – conosciuta anche come Porta San Paolo – è una delle testimonianze più imponenti dell’architettura difensiva rinascimentale della città. La sua struttura maestosa, in laterizio, turrita e merlata alla ghibellina, si distingue per la solidità e l’eleganza austera, perfettamente in armonia con l’assetto fortificato delle mura urbiche. Fu durante il dominio di Francesco Sforza, nel XV secolo, che la porta – insieme al resto delle fortificazioni – venne rinnovata e rinforzata per adeguarsi alle nuove esigenze difensive legate all’uso delle armi da fuoco e dell’artiglieria. Il suo ruolo strategico era infatti fondamentale: difendeva l’ingresso sud della città, garantendo un punto di accesso controllabile e, all’occorrenza, facilmente difendibile. Dall’esterno, Porta Zoppa si raggiunge percorrendo una doppia scalinata che conduce a un arco ogivale. Superato questo varco, si entra in una galleria coperta a botte, che a sua volta immette in una breve rampa di gradini cordonati, una volta percorribili anche a cavallo. Questo suggestivo passaggio culmina nei pressi della Chiesa di San Paolo, conducendo infine in Piazza della Libertà, cuore nobile e storico della Civitanova antica. Nel corso del tempo, e in particolare durante il Novecento, Porta Zoppa ha subito alterazioni che ne hanno parzialmente compromesso l’aspetto originario. Negli anni ’30, ad esempio, venne privata delle balaustre in pietra che ne ornavano l’accesso, sostituite da più semplici ringhiere in ferro. Tuttavia, nonostante queste modifiche, resta un simbolo potente della storia militare e urbanistica della città.

Dettagli da non perdere
Il fascino della sua architettura merlata, la scala d’accesso che ancora racconta il passaggio di uomini a cavallo, l’effetto scenografico del passaggio sotto l’arco e lungo la galleria voltata, che restituiscono la sensazione autentica di entrare in una città del passato.

Lo sapevi che…
Il nome "Porta Zoppa" è di origine incerta, ma secondo alcune interpretazioni popolari deriverebbe dal nome di una sorgente appena fuori le mura, “Fonte Zoppa, altri attribuiscono questa denominazione o un’antica funzione secondaria o da un aspetto “asimmetrico” rispetto ad altre porte cittadine. Oggi, nonostante le trasformazioni urbanistiche e l’aumento del traffico, Porta Zoppa continua ad essere uno degli ingressi più affascinanti e simbolici di Civitanova Alta.

 

Poi 43.3151563, 13.6799878
5
Tranvia e Stazione Tranviaria

Tranvia e Stazione Tranviaria

Giorno 1

Un viaggio tra storia, ingegno e identità cittadina: la tranvia elettrica di Civitanova è stata per oltre quarant’anni il simbolo del collegamento tra la Civitanova storica e il nascente porto, unendo in un’unica anima la città Alta e quella Marina. Oggi ne resta memoria soprattutto nella suggestiva palazzina Liberty in via Roma, un tempo stazione capolinea e attuale sede della Pro Loco di Civitanova Alta. La tranvia elettrica di Civitanova venne inaugurata il 14 giugno 1911 per collegare in modo stabile e moderno Civitanova Alta con Porto Civitanova, allora ancora frazione. A renderla realtà fu l’impegno del parlamentare Paolo Ricci, che promosse la realizzazione dell’impianto affidato all’Azienda Tranviaria Autonoma Civitanovese (ATAC). Un caso raro per l’epoca: la concessione venne affidata direttamente a un’amministrazione comunale. Lunga 6 chilometri, la linea correva completamente su sede stradale, impiegando circa 20 minuti per coprire la tratta tra il borgo collinare e la stazione ferroviaria sulla linea Adriatica. La stazione di partenza, ancora oggi esistente, si trova in via Roma 4, ed è uno splendido esempio di architettura Liberty decorato con motivi floreali e inserti in ceramica. Nel 1913, quando Porto Civitanova divenne comune autonomo, la tranvia assunse caratteristiche interurbane. Il servizio proseguì anche dopo la riunificazione del comune nel 1938, fino alla chiusura avvenuta nel 1955. Seguirono brevemente i filobus, poi soppressi nel 1975, e infine i più moderni autobus. La stazione e i suoi annessi – tra cui la rimessa a due vani per le elettromotrici e l’edificio viaggiatori, oggi sede della Pro Loco – sono stati conservati, testimoni silenziosi ma eloquenti di un tempo in cui il progresso viaggiava su rotaia.

Dettagli da non perdere
Il fascino discreto della palazzina Liberty, con le sue decorazioni in ceramica e la sua struttura floreale, è il tratto più emblematico della stazione tranviaria. All’interno si può ammirare anche la targa commemorativa turistica, che racconta la nascita della tranvia e il suo ruolo pionieristico nel collegare la città alta al porto.

Lo sapevi che...
Il materiale rotabile della tranvia comprendeva tre elettromotrici prodotte da Carminati & Toselli, motorizzate AEG Thomson Houston da 55 kW, affiancate da carri merci a due assi. Durante gli anni d’attività, la tranvia divenne non solo un simbolo d’unione territoriale, ma anche uno strumento di sviluppo economico e sociale, accompagnando la crescita urbana e commerciale della città.

 

Poi 43.3168159, 13.6808175
6
Quartiere marinaro

Quartiere marinaro

Giorno 1

Se volete immergervi nell’anima autentica di Civitanova Marche, non potete che partire dal cuore più pittoresco della città: il quartiere marinaro. Tra via Conchiglia, via Nave, via Lido e via Carena si sviluppa un dedalo di viuzze dal fascino antico, dove il tempo sembra essersi fermato. Le casette del borgo, risalenti al Settecento, furono abitate originariamente dai pescatori. Si trattava di abitazioni semplici ma funzionali: uno o due piani al massimo, una camera, una cucina, scale ripide e stretti “sportelletti” in basso alla porta utilizzati come servizi igienici. Alcune di queste case sono state sapientemente restaurate e oggi ospitano ristoranti di pesce, negozietti artigianali e alloggi turistici, mentre altre sono rimaste intatte, testimoni di un passato vivo e tangibile.

 

Dettagli da non perdere

Il sabato mattina il borgo si riempie di vita grazie al mercato settimanale, il più grande delle Marche. Non è solo un’occasione per fare acquisti, ma un vero rito civitanovese: si comincia con una colazione nei tanti locali sparsi tra le vie, si prosegue tra le bancarelle alla ricerca di offerte e curiosità, e si conclude con un aperitivo nei caffè del centro, a due passi dalle boutique più eleganti. Il mercato si snoda da Piazza XX Settembre lungo Corso Dalmazia, arrivando fino alle stradine del quartiere marinaro, dove le radici della città si intrecciano con l’energia di oggi. 

 

Lo sapevi che…

Passeggiando tra Corso Dalmazia e Corso Umberto I, vi capiterà di imbattervi nei nomi delle vie che raccontano la vocazione marinara di questo luogo. Un tempo, nessuno abitava la costa: la minaccia dei pirati saraceni rendeva pericoloso vivere vicino al mare. Solo a partire dall’Ottocento, e soprattutto nel Novecento, la zona ha assunto l’aspetto che conosciamo oggi, diventando uno dei quartieri più caratteristici e amati della città. Un piccolo mondo a sé, dove tradizione e modernità convivono in perfetto equilibrio.

 

Poi 43.3089897, 13.7277489
7
Porto turistico

Porto turistico

Giorno 1

A pochi passi dalla Chiesa di Cristo Re, con il suo maestoso campanile rivolto verso l’Adriatico e sormontato da una lanterna-faro che guida i naviganti, si apre il porto turistico di Civitanova Marche, accogliente e moderno. L’area è delimitata dal Molo Nord, cuore del diportismo cittadino, e rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chi ama il mare, la vela e la navigazione da diporto. Proprio all’ingresso del molo si incontra lo storico Club Vela, fondato nel 1955 e tuttora attivo nella promozione di prestigiose regate e corsi di vela per tutte le età. Il club, dotato anche di un bar-ristorante con affaccio sul porto, è il punto d’incontro per appassionati e curiosi, ed è stato testimone di memorabili competizioni sportive di rilievo nazionale e internazionale. Camminare lungo il Molo Nord è un’esperienza piacevole e rilassante: gli occhi si soffermano sui lussuosi yacht ormeggiati, sulle vele spiegate e sulle rifrazioni della luce che si specchia sull’acqua. La passeggiata si conclude al piccolo faro verde, una presenza discreta e affascinante che sorveglia la bocca del porto. Da qui, lo sguardo abbraccia la Spiaggia Nord, sabbiosa e dorata, e si spinge fino all’imponente profilo del Monte Conero, visibile all’orizzonte nelle giornate limpide.

 

Dettagli da non perdere
Il molo nord è perfetto per una camminata al tramonto: dal faro verde si gode di una vista unica sulla città e sul mare. In estate, il porto turistico diventa il cuore della movida civitanovese, con locali affacciati sull’acqua, tavolini all’aperto e un’atmosfera vivace. Poco distante, il Varco sul Mare – suggestivo arco in cemento realizzato recuperando l’ingresso dell’ex fiera – collega idealmente la città al porto ed è spesso sede di eventi, concerti e performance artistiche.

 

Lo sapevi che…
Il Club Vela di Civitanova Marche è tra i più attivi dell’intera regione ed è considerato un’eccellenza nel panorama velico nazionale. Molti giovani si sono avvicinati al mondo della vela proprio grazie ai corsi estivi organizzati qui, tra le acque calme del porto e la brezza che accarezza le vele. Un luogo dove la passione per il mare diventa stile di vita.

 

Poi 43.3127374, 13.7289723
8
Faro Verde

Faro Verde

Giorno 1

All’estremità del Molo Nord, il Faro Verde è una delle icone più amate di Civitanova Marche. Nonostante le dimensioni ridotte è diventato un simbolo per marinai, cittadini e turisti, che lo raggiungono per passeggiate rilassanti e scorci indimenticabili.

Visitare il Faro Verde di Civitanova Marche significa regalarsi un’esperienza semplice ma sorprendente. Da questo punto privilegiato lo sguardo abbraccia il profilo del Monte Conero e tutta la costa marchigiana, offrendo scorci davvero suggestivi. Al calare del sole, il faro diventa lo scenario perfetto per chi cerca un’atmosfera romantica: i colori del tramonto si riflettono sul mare e l’intero porto si illumina di una magia particolare. È anche un luogo autentico, dove si respira la vita quotidiana dei pescatori e si percepisce il ritmo vero della città. La passeggiata fino al faro, lungo il molo, è rilassante e adatta a tutti, un’occasione per vivere il porto da vicino. Lungo il percorso non può mancare una sosta per scattare fotografie: il mare, le barche e la sagoma del faro regalano uno degli sfondi più caratteristici di Civitanova.

Da non perdere...

Goditi lo spettacolo del tramonto: il cielo che si accende di tonalità calde e dorate e il mare che le riflette, creando un’atmosfera unica e indimenticabile. È anche il momento perfetto per scattare una foto con il faro sullo sfondo, uno degli scatti simbolo di Civitanova Marche, capace di raccontare in un’immagine l’essenza della città. E quando cala la sera, vale la pena concedersi una passeggiata lungo il molo: le luci del porto che si specchiano sull’acqua regalano un paesaggio suggestivo e romantico, ideale per chi vuole vivere la città in modo lento e rilassato.

 

Lo sapevi che...
Il Faro Verde non è soltanto un luogo da cartolina, ma anche un vero punto di riferimento per la vita marittima di Civitanova. Proprio qui infatti si svolgono regate e manifestazioni legate al mare, con il faro che diventa un segnale prezioso per gli equipaggi. 
Nelle giornate particolarmente limpide, qualcuno assicura di riuscire a scorgere in lontananza il profilo della Croazia. Più che una certezza geografica, è una suggestione che rende ancora più affascinante l’idea di trovarsi davanti a un orizzonte che sembra non finire mai.

 

Poi 43.314139669188, 13.732973926736
9
"Vedo a Colori" - Museo d'Arte Urbana

"Vedo a Colori" - Museo d'Arte Urbana

Giorno 1

Civitanova Marche custodisce un vero e proprio museo a cielo aperto: un patrimonio artistico vivo, dinamico, in continua trasformazione. Passeggiando lungo il molo est e il molo sud di Civitanova Marche, non puoi che lasciarti sorprendere dalla varietà e dalla vivacità dei murales: ogni muro è una scoperta, un'esplosione di colore e creatività. Qui, tra le reti da pesca, i cantieri navali e il profumo del mare, prende vita uno degli angoli più suggestivi della città, dove la street art ha trovato casa e ha trasformato l’area portuale in un percorso artistico unico nel suo genere. Una visita ai murales del porto è una tappa imperdibile per chi vuole conoscere la vera anima di Civitanova: creativa, aperta, marinara e profondamente contemporanea. Il porto cittadino, cuore pulsante della vita economica e identitaria, si è trasformato in un grande spazio creativo grazie al progetto "Vedo a Colori", ideato e curato dall'Urban Artist e architetto Giulio Vesprini. Nato nel 2009 e oggi riconosciuto a livello nazionale e internazionale, il progetto ha coinvolto oltre 100 artisti italiani che hanno letteralmente colorato più di 3.000 metri quadrati di superfici grigie, tra molo e cantieri navali, trasformando l’area portuale in un museo urbano unico nel suo genere. L’idea alla base del progetto è semplice ma potentissima: restituire alla città e ai suoi abitanti uno spazio vissuto ma trascurato, trasformandolo in luogo di incontro, riflessione e bellezza. Ogni murales racconta una storia, omaggia un personaggio, denuncia un tema, interpreta la memoria e l’identità collettiva con segni e colori indelebili. Tra le opere più significative: Il murale dell'artista Chekos Art, dedicato a Stelvio Massi, regista civitanovese e autore del film "Un poliziotto scomodo" (1978), girato proprio a Civitanova. L'omaggio poetico di Opiemme a Sibilla Aleramo, scrittrice simbolo della città. L'opera di Daniele Geniale e Roberta Fucci su San Marone, patrono della città. Gli interventi di Gods in Love, Federico Crisa, Andrea Casciu, NemO’s e Nulo, Pupo Bibbito e Federica Florio, Alessandra Senso, Andrè Guerrilla, Millo, Nicola Alessandrini e Lisa Gelli, Biodpi, Collettivo FX, Larva e 3Zeta, Pattern Nostrum con Daniele Tozzi, TO/LET, Gianluca Raro, Reve+, Riccardo Ten Colombo, Krayon e Alessio Bolognesi. Oggi, a oltre 15 anni dalla prima pennellata, "Vedo a Colori" continua a evolversi: nuovi artisti sono coinvolti ogni anno, nuove superfici vengono rigenerate e la documentazione fotografica del progetto è diventata un archivio visivo fondamentale per la storia recente della città. 

 

Lo sapevi che... Civitanova Marche è considerata una delle città più dipinte d’Italia grazie a questo progetto? La città ha saputo reinventare una delle sue aree più funzionali e grigie, restituendole bellezza e senso di appartenenza. "Vedo a Colori" non è solo un progetto artistico, ma un processo di rigenerazione urbana e sociale che ha ispirato molte altre città. 

SITO WEB DEL PROGETTO: https://www.vedoacolori.it/
TOUR VIRTUALE DEL PROGETTO: https://vedoacolori.visualinteriordesign.it/

 

Poi 43.3126917, 13.7291581
10
Il Litorale di Civitanova: sabbia, ghiaia e meraviglie adriatiche

Il Litorale di Civitanova: sabbia, ghiaia e meraviglie adriatiche

Giorno 1

A Civitanova Marche, il mare è protagonista assoluto. Il suo litorale, diviso tra Spiaggia Nord, Spiaggia Centrale e Spiaggia Sud, si estende con eleganza e varietà, offrendo scenari diversi e adatti a ogni esigenza. Una lunga striscia di costa in cui l’azzurro del mare incontra il verde delle palme, le note del vento e il ritmo lento dell’estate. A nord del porto, l’arenile è ampio e sabbioso, perfetto per le famiglie con bambini grazie al fondale basso e sicuro. Qui il paesaggio si colora di stabilimenti balneari ben attrezzati, chalet vivaci, ristoranti di pesce fresco e un’aria vacanziera che si respira in ogni angolo. Passeggiando lungo il Lungomare Nord, si incontra anche un piccolo gioiello della memoria marittima: la “lancetta, tipica imbarcazione da pesca civitanovese, che orna una rotatoria come simbolo della tradizione. A sud del porto, il panorama cambia: l’arenile diventa misto, con sabbia e ghiaia bianca levigata dalle onde, mentre il fondale si fa più profondo. Il Lungomare Sud è definito da aiuole fiorite sul lato del mare e da aree verdi ombreggiate da pini e palme sul lato della città. Un contesto curato e accogliente, ideale per rilassarsi al sole o trascorrere momenti all’aperto in famiglia. Qui, tra le cascate fiorite e gli ombrelloni, si può assaporare l’energia tranquilla dell’Adriatico. Sullo sfondo, lo Stadio Polisportivo e, alla fine del percorso, il Monumento ai Caduti, opera solenne dello scultore Giovanni Masoero, si staglia verso il cielo come una sentinella silenziosa. Sulla punta del Molo Sud, articolato in tre bracci che ospitano le tradizionali barche da pesca e le caratteristiche "vongolare", si apre uno dei panorami più suggestivi: da qui lo sguardo abbraccia lo skyline della città, si allunga fino alla foce del fiume Chienti e si perde tra le onde della Spiaggia Sud. È il punto perfetto per contemplare la bellezza dell’incontro tra mare, uomo e città.

 

Dettagli da non perdere

Il litorale civitanovese è un continuo alternarsi di scenari diversi: dalle sabbie dorate della Spiaggia Nord, ideali per le famiglie, alle pietre levigate e alle acque profonde della Spiaggia Sud, amate da chi cerca tranquillità e bellezza naturale. Civitanova Marche è anche parte integrante della Ciclovia Adriatica, l’ambizioso progetto di mobilità sostenibile che collegherà tutte le località costiere dell’Adriatico. Già oggi si può percorrere un tratto cittadino che abbraccia entrambi i lungomari, ma anche salire fino a Civitanova Alta lungo il Rio Maranello, oppure imboccare il percorso che, dal Lungomare Sud, si addentra nel verde del fiume Chienti.

Lo sapevi che…
C’è una citazione letteraria che rende eterno questo luogo: Sibilla Aleramo, celebre scrittrice vissuta proprio a Civitanova, descrisse così la spiaggia della sua giovinezza nel romanzo Una donna: «Sole, sole! Quanto sole abbagliante! Tutto scintillava, nel paese dove io giungevo: il mare era una grande fascia argentea, il cielo un infinito riso sul mio capo, un’infinita carezza azzurra allo sguardo...» Un’immagine poetica che, ancora oggi, accompagna chi arriva qui per la prima volta.

 

Poi 43.307957640353, 13.733896224893

Mappa dell'itinerario