Un modo incantevole per scoprire Civitanova Alta è fare un giro intorno alle sue antiche mura medievali.
Si può partire dalla piazza principale del borgo, cuore pulsante della città, da cui inizia il percorso panoramico.
Seguendo le vie che costeggiano le mura, si alternano scorci sul mare Adriatico e sulle dolci colline marchigiane, insieme a vicoli pittoreschi e angoli ricchi di storia. Il percorso prosegue verso i punti più panoramici, dove è possibile fermarsi a fotografare il borgo sottostante e il paesaggio circostante.
Si consiglia di seguire un percorso ad anello che permette di completare il giro delle fortificazioni, terminando nuovamente in piazza. In questo modo si può godere di una visione completa delle mura, scoprire tutti gli scorci panoramici principali e concludere la passeggiata con un momento di relax dopo essersi immersi nel fascino senza tempo del borgo.
Questo itinerario offre una combinazione perfetta di storia, panorami e atmosfera, ideale per chi vuole vivere Civitanova Alta.

Tappe dell'itinerario
Piazza della Libertà
Nel cuore del borgo storico di Civitanova Alta si apre Piazza della Libertà, il fulcro della vita cittadina di un tempo e tutt’oggi luogo simbolico per residenti e visitatori. Un piccolo gioiello rimasto pressoché intatto nel suo impianto urbanistico medievale, che conserva ancora intatto il fascino dei suoi vicoli in salita, degli scorci sui tetti rossi e dell’aria sospesa nel tempo. Varcando Porta Marina, sormontata da un suggestivo cipresso nato proprio tra le pietre merlate della cinta muraria, ci si trova immersi in un ambiente raccolto e scenografico, dove l’architettura storica dialoga con la natura. I palazzi nobiliari, le chiese, i musei e le piazzette convivono in un’armonia fatta di pietra, silenzio e memorie. Da qui si possono visitare alcuni dei principali tesori artistici e culturali della città alta. La Chiesa di San Paolo, costruita tra il 1740 e il 1753, ospita opere d’arte di grande pregio, un organo Callido del 1792 e le reliquie del patrono San Marone. Il Palazzo della Delegazione Comunale, un tempo palazzo priorale, conserva sulla facciata porticata una targa marmorea in onore di Annibal Caro, illustre letterato civitanovese. Il Teatro Annibal Caro, con il suo soffitto decorato a grottesche, è un esempio raffinato di teatro ottocentesco, recentemente restaurato. E poi lo Spazio Multimediale San Francesco, oggi sede di eventi culturali, mostre e concerti, che un tempo fu chiesa romanico-gotica. Tra gli angoli più amati della piazza, il Caffè del Teatro Cerolini accoglie con il suo fascino d’altri tempi. L’atmosfera d’inizio Novecento, le pareti adornate da quadri, la cura nei dettagli e l’alta qualità dell’offerta lo rendono un punto di riferimento per colazioni, aperitivi e incontri.
Dettagli da non perdere
L’atmosfera sospesa e senza tempo che si respira camminando tra i vicoli del borgo, il panorama mozzafiato che si apre verso le colline e il mare, e la possibilità di vivere arte, cultura e storia semplicemente passeggiando. La piazza stessa, con i suoi spazi raccolti e il teatro che ne custodisce la memoria, rappresenta un cuore pulsante che continua a battere con grazia e intensità.
Lo sapevi che...
In prossimità di questa piazza si affacciava la casa della famiglia di Annibal Caro, uno dei massimi letterati del Rinascimento italiano. Ancora oggi una targa ne ricorda l’illustre cittadino, e il suo spirito sembra aleggiare tra i palazzi storici, come a testimoniare che l’arte, qui, ha sempre avuto dimora.

Scalone di Via Roma/Via sant'Agostino
Lo Scalone di Via Roma è una scalinata situata nel cuore di Civitanova Marche Alta, che collega la parte più alta del borgo con le vie circostanti. Realizzato in pietra locale, lo scalone offre una passeggiata tra i vicoli medievali, permettendo di apprezzare la struttura architettonica del borgo e alcuni scorci suggestivi sul paesaggio circostante. La scalinata è un punto di passaggio quotidiano per residenti e visitatori e rappresenta un elemento caratteristico dell’urbanistica storica di Civitanova Alta.

Torrione
Passeggiando tra le vie di Civitanova Marche Alta, ci si imbatte in un interessante torrione, un esempio residuo di architettura militare rinascimentale.
La sua struttura in mattoni, solida e imponente, racconta immediatamente la funzione che un tempo ricopriva: era posto a difesa della città.
Il torrione sorge nei pressi dell’antica Porta Ponte o Porta Mercato, che crollò nel XV secolo, e vicino a quella che era un’antica fonte pubblica interna alla città, oggi prosciugata.
Anche se questi elementi non sono più esistenti o funzionanti, la posizione permette di immaginare l’importanza strategica che aveva questo punto delle mura.
Oggi il torrione è inserito nel tessuto urbano e si può osservare da vicino mentre si passeggia.
Il contrasto tra l’originaria funzione difensiva e l’atmosfera tranquilla del borgo crea un effetto suggestivo. È un luogo perfetto per una breve sosta, per scattare qualche foto e per apprezzare un frammento autentico della storia di Civitanova Marche Alta.
Tranvia e Stazione Tranviaria
Un viaggio tra storia, ingegno e identità cittadina: la tranvia elettrica di Civitanova è stata per oltre quarant’anni il simbolo del collegamento tra la Civitanova storica e il nascente porto, unendo in un’unica anima la città Alta e quella Marina. Oggi ne resta memoria soprattutto nella suggestiva palazzina Liberty in via Roma, un tempo stazione capolinea e attuale sede della Pro Loco di Civitanova Alta. La tranvia elettrica di Civitanova venne inaugurata il 14 giugno 1911 per collegare in modo stabile e moderno Civitanova Alta con Porto Civitanova, allora ancora frazione. A renderla realtà fu l’impegno del parlamentare Paolo Ricci, che promosse la realizzazione dell’impianto affidato all’Azienda Tranviaria Autonoma Civitanovese (ATAC). Un caso raro per l’epoca: la concessione venne affidata direttamente a un’amministrazione comunale. Lunga 6 chilometri, la linea correva completamente su sede stradale, impiegando circa 20 minuti per coprire la tratta tra il borgo collinare e la stazione ferroviaria sulla linea Adriatica. La stazione di partenza, ancora oggi esistente, si trova in via Roma 4, ed è uno splendido esempio di architettura Liberty decorato con motivi floreali e inserti in ceramica. Nel 1913, quando Porto Civitanova divenne comune autonomo, la tranvia assunse caratteristiche interurbane. Il servizio proseguì anche dopo la riunificazione del comune nel 1938, fino alla chiusura avvenuta nel 1955. Seguirono brevemente i filobus, poi soppressi nel 1975, e infine i più moderni autobus. La stazione e i suoi annessi – tra cui la rimessa a due vani per le elettromotrici e l’edificio viaggiatori, oggi sede della Pro Loco – sono stati conservati, testimoni silenziosi ma eloquenti di un tempo in cui il progresso viaggiava su rotaia.
Dettagli da non perdere
Il fascino discreto della palazzina Liberty, con le sue decorazioni in ceramica e la sua struttura floreale, è il tratto più emblematico della stazione tranviaria. All’interno si può ammirare anche la targa commemorativa turistica, che racconta la nascita della tranvia e il suo ruolo pionieristico nel collegare la città alta al porto.
Lo sapevi che...
Il materiale rotabile della tranvia comprendeva tre elettromotrici prodotte da Carminati & Toselli, motorizzate AEG Thomson Houston da 55 kW, affiancate da carri merci a due assi. Durante gli anni d’attività, la tranvia divenne non solo un simbolo d’unione territoriale, ma anche uno strumento di sviluppo economico e sociale, accompagnando la crescita urbana e commerciale della città.

Porta Marina (già Porta Sant’Angelo)
Porta Sant’Angelo, nota ai civitanovesi come Porta Marina, è una delle quattro antiche porte urbiche che regolavano l’accesso al borgo fortificato di Civitanova Alta. Situata sul lato orientale della cinta muraria, si affaccia sul mare Adriatico regalando una vista mozzafiato e rappresenta uno degli scorci più iconici e fotografati della città. Edificata a metà del XV secolo per volere di Francesco Sforza, insieme all’intero sistema difensivo della città – mura e porte comprese – Porta Marina si presenta in laterizio, in perfetto stile ghibellino, con un doppio arco ogivale e una struttura a torre. Inalterata nella sua forma originaria, è stata restaurata nel 2016, preservando la sua autenticità architettonica e storica. Un elemento distintivo e assolutamente unico di questa porta è il cipresso centenario che cresce proprio all’interno della fascia merlata. Da oltre un secolo, l’albero svetta tra le pietre, diventando nel tempo non solo un fatto curioso, ma un vero e proprio simbolo della città: Porta Marina e il suo cipresso incarnano lo spirito resistente, fiero e radicato di Civitanova Alta. All’interno della struttura, grazie alla forma a torre, era stato ricavato anche un vano per le vedette, da cui osservare e proteggere il litorale e gli accessi alla città. Oggi quel passato militare lascia spazio alla poesia del paesaggio e alla bellezza dei luoghi.
Dettagli da non perdere
La vista sull’Adriatico che si apre appena oltre l’arco, in particolare al tramonto, è uno dei panorami più suggestivi della zona. L’inconfondibile sagoma del cipresso, che spunta tra i merli ghibellini della porta, rappresenta una delle immagini più evocative di Civitanova Alta. Fermarsi a contemplare questo scorcio è come entrare in un dipinto.
Lo sapevi che…
Secondo la tradizione popolare, il cipresso nato dentro la porta è cresciuto spontaneamente e, nonostante le intemperie e il passare del tempo, ha resistito per più di un secolo. Questo piccolo miracolo naturale è diventato simbolo di forza e identità per la città: ancora oggi, per molti cittadini, Porta Marina con il suo cipresso è considerata il cuore e l’emblema di Civitanova Alta.

Lavatoio Comunale di Civitanova Alta
Immerso nel cuore del borgo storico di Civitanova Marche Alta, l’ex lavatoio è una suggestiva testimonianza della vita quotidiana dei primi decenni del Novecento. Realizzato con una solida struttura in acciaio e murature in mattoni, questo luogo rappresentava un importante punto di incontro per la comunità: qui le donne del paese si ritrovavano per lavare i panni, ma anche per condividere racconti, novità e momenti di socialità.
La struttura, oggi restaurata, conserva il fascino autentico del tempo passato, con le sue vasche in pietra e la copertura in legno che la proteggeva dalle intemperie. L’area circostante, pianeggiante e aperta verso il pendio meridionale, era un tempo utilizzata per stendere e asciugare la biancheria al sole, trasformandosi in uno spazio di vita collettiva e di relazione.
Oggi l’ex lavatoio è un angolo di memoria e tranquillità, ideale per una sosta durante la visita al borgo. Tra il silenzio delle colline e le tracce della storia, racconta con semplicità e autenticità un frammento prezioso della cultura locale.
Porta Zoppa (Porta San Paolo)
Affacciata sul lato meridionale della cinta muraria di Civitanova Alta, Porta Zoppa – conosciuta anche come Porta San Paolo – è una delle testimonianze più imponenti dell’architettura difensiva rinascimentale della città. La sua struttura maestosa, in laterizio, turrita e merlata alla ghibellina, si distingue per la solidità e l’eleganza austera, perfettamente in armonia con l’assetto fortificato delle mura urbiche. Fu durante il dominio di Francesco Sforza, nel XV secolo, che la porta – insieme al resto delle fortificazioni – venne rinnovata e rinforzata per adeguarsi alle nuove esigenze difensive legate all’uso delle armi da fuoco e dell’artiglieria. Il suo ruolo strategico era infatti fondamentale: difendeva l’ingresso sud della città, garantendo un punto di accesso controllabile e, all’occorrenza, facilmente difendibile. Dall’esterno, Porta Zoppa si raggiunge percorrendo una doppia scalinata che conduce a un arco ogivale. Superato questo varco, si entra in una galleria coperta a botte, che a sua volta immette in una breve rampa di gradini cordonati, una volta percorribili anche a cavallo. Questo suggestivo passaggio culmina nei pressi della Chiesa di San Paolo, conducendo infine in Piazza della Libertà, cuore nobile e storico della Civitanova antica. Nel corso del tempo, e in particolare durante il Novecento, Porta Zoppa ha subito alterazioni che ne hanno parzialmente compromesso l’aspetto originario. Negli anni ’30, ad esempio, venne privata delle balaustre in pietra che ne ornavano l’accesso, sostituite da più semplici ringhiere in ferro. Tuttavia, nonostante queste modifiche, resta un simbolo potente della storia militare e urbanistica della città.
Dettagli da non perdere
Il fascino della sua architettura merlata, la scala d’accesso che ancora racconta il passaggio di uomini a cavallo, l’effetto scenografico del passaggio sotto l’arco e lungo la galleria voltata, che restituiscono la sensazione autentica di entrare in una città del passato.
Lo sapevi che…
Il nome "Porta Zoppa" è di origine incerta, ma secondo alcune interpretazioni popolari deriverebbe dal nome di una sorgente appena fuori le mura, “Fonte Zoppa, altri attribuiscono questa denominazione o un’antica funzione secondaria o da un aspetto “asimmetrico” rispetto ad altre porte cittadine. Oggi, nonostante le trasformazioni urbanistiche e l’aumento del traffico, Porta Zoppa continua ad essere uno degli ingressi più affascinanti e simbolici di Civitanova Alta.

Porta Girone
Porta Girone era una delle antiche porte di accesso a Civitanova Marche Alta. Collocata lungo il lato ovest della cinta muraria, venne costruita nella prima metà del XV secolo, quando il borgo fortificato si strutturò per controllare gli ingressi e difendere la città. Nel corso del tempo la porta perse la sua funzione strategica: crollò nella seconda metà del XVIII secolo e fu definitivamente demolita nel 1840. Oggi dell’antica struttura resta un unico elemento, un arco in laterizio che sovrasta la scenografica scalinata che da Viale della Repubblica conduce al cuore del borgo storico. Passare sotto quell’arco significa percorrere lo stesso passaggio utilizzato per secoli da mercanti, viaggiatori e abitanti. È un punto di ingresso suggestivo, che accompagna il visitatore verso la scoperta del centro storico di Civitanova Alta e delle sue vie in pietra, tra mura medievali e scorci panoramici.
Il Pincio (parco panoramico)
Appena fuori dalle mura storiche di Civitanova Marche Alta, il Pincio è un piccolo ma suggestivo belvedere che si affaccia verso l’entroterra, offrendo una visuale limpida sulla campagna marchigiana, con il suo alternarsi di colline morbide, strade di campagna e filari di alberi.
Il contrasto tra la solidità delle mura medievali, alle spalle, e l’orizzonte aperto davanti agli occhi, rende questo luogo ideale per riflettere, scattare foto o semplicemente godersi la luce del tramonto. La sua posizione lo rende anche un ottimo punto di partenza o di arrivo per passeggiate attorno al centro storico.

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