Cine-teatro Gioacchino Rossini

Al centro della Città il cine-teatro Rossini viene edificato attiguo al Palazzo comunale del 1862, prospiciente la piazza XX Settembre, viene inaugurato nel 1935 e intitolato al grande tenore Beniamino Gigli, ma dopo la seconda guerra mondiale il suo nome viene sostituito con l’attuale.
Nel 1999 viene rimodernato, sia nelle strutture tecniche che nell’arredamento e aperto al pubblico dopo un anno di chiusura.
Oggi con i suoi 800 posti è il contenitore di eccellenza degli spettacoli cinematografici e teatrali a livello nazionale che si tengono puntualmente durante tutto l’arco dell’anno, dalle rassegne teatrali agli spettacoli del Festival Civitanova Danza.

Cine-teatro Enrico Cecchetti

Nel 1999 il cine-teatro Enrico Cecchetti viene completamente risistemato nel più ampio intervento di restauro che vede la riqualificazione di un bene architettonico di grande valore storico, progettato dall’architetto Adalberto Libera (1903-1963), massimo esponente del Movimento Italiano per l’Architettura Razionale.
La Casa del Balilla di Adalberto Libera viene inaugurata
nel 1935. Nel tempo è soggetta a diverse destinazioni d’uso, oggi, per una parte, ospita la Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” negli spazi che nel progetto originario erano adibiti a palestra e, per una parte, il cine-teatro là dove era stata pensata da Libera una sala proiezioni per l’educazione, oltre che fisica, anche culturale dei giovani. Dopo un lungo periodo di utilizzo improprio e conseguente decadimento, la struttura viene restaura e riqualificata intervenendo anche sul cine-teatro che viene intitolato al ballerino e coreografo civitanovese Enrico Cecchetti (1850-1928). La sala conta 220 posti ed luogo di proiezioni filmiche, spettacoli musicali e rappresentazioni teatrali.

Teatro “Annibal Caro”

Teatro Annibal Caro

L’edificio sorge nell’antico nucleo urbano della Città Alta, a pochi metri dalla piazza principale e all’inizio del Corso Annibal Caro.
P
rogettato dall’ingegner Gugliemo Prosperi di Macerata, edificato su un più antico e piccolo teatro andato distrutto, il teatro Annibal Caro viene inaugurato nel 1872 con l’opera Il ballo in maschera di Verdi e la Norma di Bellini. In quella occasione viene eseguito il ballo Lo spirito folletto del coreografo civitanovese Cesare Cecchetti, interpretato da Enrico e Pia Cecchetti. L’ingresso dell’edificio è ornato da un portale rinascimentale in pietra bianca, finemente decorata, proveniente dalla dimora gentilizia della famiglia Santucci e riutilizzato per ornate l’ingresso del teatro cittadino.
La sala del teatro storico Annibal Caro ha la pianta a ferro di cavallo, due ordini di palchi e il loggione a galleria per 250 posti.
Il soffitto ad affresco è ornato da decorazioni policrome di stile classico con un fregio circolare di foglie d’acanto e medaglioni. Al centro del soffitto dipinto è collocato un elegante rosone e intorno si alternano figure di putti e fregi. Il fondale storico dipinto da Giovanni Nunzi nel 1872 raffigura l’apoteosi di Annibal Caro, illustre letterato civitanovese (1507-1566) traduttore dell’Eneide di Virgilio. Il teatro Annibal Caro restaurato, dopo 14 anni di abbandono, viene riaperto al pubblico nel 1997 ed è sede di numerosissimi spettacoli, di danza, prosa e concerti di musica colta.

torna all'inizio del contenuto
Questa è la sezione del sito istituzionale del Comune di Civitanova Marche - Ufficio Informazioni Turistiche dedicata al turismo. Per le informazioni che riguardano l'Ente, vai alla home
Questo sito è realizzato da TASK secondo i principali canoni dell'accessibilità | Privacy | Note legali