Ivano Quintavalle

Chi lo conosce sa che ha sempre una macchina fotografica al collo.
Fondatore e Presidente sia della Fototeca di Morrovalle che di Civitanova, è stato ed è animatore di tante iniziative del mondo fotografico regionale, istaurando collaborazioni con fotografi come Dondero e Giacomelli.
E’ un’istituzione.
Si occupa di fotografia da più di 40 anni ma..

TUTTO È INIZIATO DA…
Frequentavo il corso di Scuola libera del nudo, all’Accademia di belle Arti di Macerata. Mi ripromettevo di iscrivermi ma, visto l’obbligo di frequenza (nel frattempo lavoravo), dovetti rinunciare. E’ allora che pensai di poter sostituire i pennelli con una macchina fotografica. E così feci. Non l’ho più lasciata dal 1972. La macchina fotografica era una Zenit.

COSA E’ CAMBIATO DA ALLORA?
Tutto e niente. Allora era tutto analogico e per fotografare erano necessari una macchina fotografica e una pellicola dove impressionare l’immagine.
Oggi, con il digitale, occorrono sempre una macchina fotografica e il sensore dove recepire l’immagine. Quindi niente è cambiato se non il supporto dove l’immagine si va a formare. Per il resto servono sempre le stesse cose: la Luce, la propria sensibilità e l’amore per le immagini e per quello che ci circonda.

QUALE E’ IL TEMA CENTRALE DELLE TUE FOTO?
La mia visione del mondo e del mio intimo, che cerco di tradurre in immagini.

CHE COSA TI FA FERMARE E DECIDERE DI SCATTARE?
Qualsiasi cosa attiri la mia attenzione nel momento in cui ne vengo a contatto. La fotografia è emozione, ma anche progettazione: di un racconto, di un reportage, di una sensazione personale che si fa racconto. Con la fotografia si può raccontare il mondo attraverso i nostri occhi e con gli occhi del mondo che ci circonda. La luce e l’amore per il prossimo sono essenziali.

QUALE E’ IL LUOGO DI CIVITANOVA CHE TI PIACE DI PIU’ FOTOGRAFARE?
Il mare, ma anche le persone e le loro attività.

Ivano civitanova

LA COSA PIU’ STRANA CHE HAI FATTO PUR DI SCATTARE UNA FOTO..
Anni addietro per fotografare le persone cercavo di rubare lo scatto, molte volte ho rischiato, adesso non più. Prima provo a instaurare un rapporto con i soggetti poi, se è possibile, faccio la foto. Cerco sempre però di immaginare le foto finite, sia che scatti un’istantanea, sia che scatti per un racconto o un reportage.

IL SOGGETTO PIU’ DIFFICILE DA FOTOGRAFARE?
Per alcuni fotografi sono i bambini, per altri i ritratti, per me la cosa più problematica, non difficile, è fotografare le scene a teatro, riuscire a cogliere l’emozione dell’attore e farla tua. Quando ci riesci sono soddisfazioni!

CI SONO DEI FOTOGRAFI A CUI TI ISPIRI?
Nella mia vita ho conosciuto molti fotografi famosi, alcuni di persona (Luigi Crocenzi, Tano D’Amico, Roberto Salbitani, Mario Dondero, Mario Giacomelli), altri attraverso libri o mostre. Quando inizi prendi un po’ da tutti, poi piano piano cerchi di farti una tua visione. Spero di esserci riuscito.
C’è comunque un fotografo che mi è molto vicino, per le foto che ha fatto, per l’umanità espressa, per l’Amicizia che mi ha donato, per la bellezza della sua persona…. Grazie Mario Dondero.

Foto - Mario Dondero

OGGI TUTTI CON IL CELLULARE POSSONO SCATTARE E PUBBLICARE UNA FOTO..
Il passaggio dall’analogico al digitale per me non è stato un trauma, l’unico dispiacere non poter più stampare da solo. Per il resto facevo poche foto prima e continuo a farne poche ora, non ho la sindrome dello scatto a raffica. E’ riconosciuto però che la massificazione della fotografia non ha portato di pari passo a una maggiore qualità, anzi l’ha abbassata. L’immagine non è solo frutto della tecnologia ma piuttosto della testa e della sensibilità dell’esecutore. Alla fine si pubblicano anche tante brutte foto!

TI PIACE FARTI FOTOGRAFARE?
Non ho nessuna remora a farmi fotografare, che poi mi piaccia è un altro discorso. Mi piace farmi degli autoritratti, alcuni miei lavori hanno per soggetto proprio me.

Foto di Ivano Quintavalle

QUANTO RIVELA DI TE UN TUO SCATTO?
Spero che nelle mie immagini si colga la mia visione della realtà: io cerco di mettere la mia percezione, il mio stato d’animo, la mia cultura, la mia storia passata e presente.

LA FOTO CHE ANCORA NON HAI FATTO E’..
L’immagine del mio sogno nel cassetto.