Santuario di San MaroneUna memoria era stata eretta sul luogo del martirio di San Marone, patrono della città, primo apostolo del Piceno, martirizzato tra il I ed il II secolo d.C. Successivamente, forse già nel IX secolo, una chiesa viene edificata per custodire le reliquie del santo, sempre più venerato dalla popolazione. Intorno al sacro edificio si forma nel Medioevo un piccolo nucleo urbano chiamato Ripa di San Marone, che però viene distrutta dai fermani.
Alla fine dell’Ottocento la chiesa subisce un radicale restauro che la dota di un nuovo campanile. L’autore del restauro è l’architetto Giuseppe Sacconi, cui si dovrà la costruzione del Vittoriano a Roma.
Lavori di ulteriore restauro eseguiti nel 1946 portano alla luce nuovi reperti che attestano che nell’area circostante esisteva un insediamento romano e paleocristiano. Oggi la chiesa-santuario di San Marone si presenta con una navata centrale e due laterali e conserva resti architettonici antichi provenienti dal primitivo complesso; la facciata presenta una lunetta sul portale principale, opera eseguita alla fine dell’Ottocento dall’artista Sigismondo Nardi.