Villa San Michele e Villa Conti

Villa San Michele e Villa Conti (Foto Enrico Lattanzi)Villa San Michele, situata tra il Porto e la Città Alta, è stata la residenza della famiglia Conti, aristocratici terrieri originari della cittadina di Fiastra. La villa si presenta come un complesso di edifici ed attrezzature di servizio distribuite all’interno di un vasto parco, arricchito da pregevoli essenze arboree. Nata fin dalla seconda metà dell’Ottocento come dimora agricola per il controllo dei vasti possedimenti terrieri, è nel Novecento che diviene una dimora di villeggiatura e di mondanità realizzata nelle forme di uno sgargiante eclettismo. Oltre a personaggi appartenenti all’alta aristocrazia romana, vi trovano soggiorno politici ed artisti, tra i quali la famosa soprano Francisca Solari. Il progetto dell’intera sistemazione del parco e degli edifici viene affidato all’architetto bolognese Paolo Sironi che, oltre ad eseguire interventi di maquillage sugli edifici esistenti, realizza la sua opera più importante: Villa San Michele, l’esempio più significativo del Liberty marchigiano, iniziata nel 1907 e terminata nel 1910. Le facciate dell’edificio sono arricchite da pregevoli decori in pietra artificiale di colorazione variabile dal grigio al bianco che riprendono i temi tipici del nuovo stile. D’interesse particolare sono il portale in forma di cuore rovesciato, i bow-windows poligonali e la torretta angolare. Durante i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale, l’edificio e la chiesetta in stile neogotico rimangono illesi, al contrario della villa padronale e di altri edifici che successivamente vengono ricostruiti nelle forme di un’architettura oramai contemporanea.

Chiesa di S. Maria degli Angeli detta della Madonna dei Lumi

Appena fuori le mura di Civitanova Alta, a fianco alla zona industriale B, sorge la settecentesca chiesa di S. Maria degli Angeli. Edificata nel 1794, la chiesa contiene una cappellina con l’affresco, di autore ignoto, dedicato alla Vergine Maria con Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giacomo Maggiore. Il complesso è stato edificato per ricordare la miracolosa apparizione e gli straordinari bagliori volti a suggerire il luogo dove edificare la futura chiesa. Questi eventi prodigiosi spiegano il nome di Madonna dei Lumi con cui la devozione popolare indica il luogo e la chiesa.

Chiesa dei Padri Cappuccini

Sulla strada che da Civitanova Alta conduce a Montecosaro (Strada Statale Le Vergini) una brevissima deviazione a destra, Via delle Grazie, conduce al cimitero, accanto al cui ingresso sorgono il convento e la chiesa dei Padri Cappuccini. Furono entrambi edificati nel 1625, ma la chiesa, dedicata a S. Giovanni Battista, fu ricostruita nel 1819. Il suo interno è ricco di opere d’arte. L’altare maggiore, in legno di noce, è stato trasferito qui dalla cappella Centofiorini della chiesa di S. Francesco in Civitanova Marche Alta nel 1904 e racchiude la tela di Gaetano Bessi L’Immacolata tra i SS. Giovanni Battista e Francesco, datata 1845. Nella cappella a sinistra dell’altare si trova la bella pala di Pietro de’ Petri Traslazione della S. Casa di Loreto con S. Cristoforo. A destra dell’altare un Crocifisso ligneo di autore ignoto proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino in Civitanova Marche Alta.

Auditorium di Sant’Agostino

Auditorium di S. AgostinoNel Settecento la chiesa a navata unica, di impianto romanico-gotico, intitolata prima a Sant’Antonio e poi a Sant’Agostino, edificata nel cuore della Città Alta, viene radicalmente rinnovata all’interno, adeguata alla moda Rococò, abbellita con gli eleganti stucchi attribuiti allo scultore Agostino Varlè, rialzata per far posto all’organo Callido e nuovamente coperta a ‘botte’. Negli anni Novanta l’ex chiesa di Sant’Agostino viene restaurata e destinata ad Auditorium, luogo privilegiato ad ospitare mostre d’arte ed eventi culturali di alto livello. Poco dopo vengono restaurate le tele ottocentesche del pesarese Pietro Tedeschi: Madonna della cintura, San Nicola da Tolentino e le anime purganti, L’elemosina di San Tommaso da Villanova. Restaurato negli stessi anni, oggi perfettamente funzionante, il magnifico organo del veneziano Gaetano Antonio Callido, allievo di Pietro Nacchini, stimato organaro di origini dalmate. L’Auditorium di Sant’Agostino, dirimpetto alla Pinacoteca Comunale “Marco Moretti”, da anni è lo spazio eccellente per eventi eccellenti: mostre d’arte di risonanza nazionale, concerti di musica antica, convegni, performance di danza classica e moderna, happening culturali.

Chiesa del SS.Sacramento

La chiesa del SS. Sacramento, edificata prima del Cinquecento, sorge nella piazza dell’ex Ospedale di Civitanova Marche Alta. Sede della Confraternita della Misericordia, da cui dipendeva l’annesso ospedale, nel 1785 passò alla Confraternita del SS. Sacramento che tuttora la detiene. La Confraternita custodisce un “Antiquarium”, realizzato nello stesso complesso dove si possono ammirare una piccola raccolta di dipinti ed oggetti di culto datati tra il XVI ed il XIX secolo.

Palazzo della Delegazione Comunale

Nel 1867 l’antico Palazzo Priorale viene demolito e al suo posto viene costruita la nuova sede municipale su progetto dell’ingegner Guglielmo Prosperi di Macerata e realizzata dai fratelli Basile di Porto San Giorgio. L’edificio si presenta su tre piani, rivolti verso la piazza: il piano terra, con un loggiato e al centro di questo l’ingresso nell’atrio del quale è affissa la lapide romana con inciso Cluentensis Vicus, antico nome della città. Un’ampia scalinata fa accedere agli uffici comunali e alla sala consiliare affrescata dal famoso pittore civitanovese Ulisse Ribustini che, a fine Ottocento, vi raffigura le storie dell’Eneide in onore di Annibal Caro e i ritratti di nobili locali.

Chiesa di San Paolo

Chiesa di San Paolo (foto Tramannoni)Già esistente nel 1212, la chiesa di San Paolo viene elevata a Collegiata nel 1592 con papa Clemente VIII. In occasione della sistemazione urbanistica della piazza principale della Città Alta, oggi Piazza della Libertà, nel 1734 viene demolita la chiesa della Collegiata di San Paolo, posta in senso orizzontatale alla piazza. La prima pietra viene posta nel 1736 e i lavori terminano nel 1753 con l’apertura al culto della chiesa progettata dall’architetto milanese Pietro Loni. Durante la ricostruzione viene demolita la torre civica e costruita a destra della facciata principale quella con l’orologio. La chiesa di san Paolo, a navata unica, conserva all’interno una Natività di Maria del pittore cinquecentesco Andrea Briotti, una Crocifissione di Durante Nobili e l’organo settecentesco attribuito ad Antonio Callido. Da notare il fonte battesimale del secolo XV formato da una pietra legata secondo la tradizione a san Marone che poggia su un capitello medievale. Nella chiesa di San Paolo è conservata una parte delle reliquie del santo patrono.

Spazio Multimediale San Francesco

Spazio Multimediale "San Francesco"La chiesa di San Francesco di Civitanova Marche Alta, costruita con il titolo di Santa Maria Maddalena, diventa in seguito chiesa di Santa Maria e San Francesco. Il suo primo impianto si fa risalire al XIII secolo, con rimaneggiamenti successivi operati nella metà del Settecento, che l’hanno configurata come oggi si può vedere. L’epigrafe posta all’intradosso dell’arco maggiore indica la data 1769 per la fine dei lavori di sopraelevazione, realizzazione del tamburo, della cupola a pianta ovoidale, della lanterna e della nuova configurazione dell’intera aula. A questo periodo risale probabilmente la posa dell’organo attribuito a Pietro Nacchini. Il ricco apparato decorativo settecentesco in stucco è opera dell’anconetano Giacchino Varlè. Le cappelle delle famiglie Centofiorini, Natinguerra e Frisciotti vengono realizzate prima della trasformazione settecentesca e accorpate alla fabbrica esistente come spazi commemorativi. Il portale in pietra lavorata con arco ogivale, appartenente al primitivo impianto, denuncia già influssi rinascimentali. La torre campanaria risale alla seconda metà del Quattrocento ed è attribuita al veneziano Marino di Marco Cedrino. Dopo la soppressione degli Ordini Religiosi la chiesa di San Francesco è stata abbandonata, l’attiguo convento utilizzato come caserma dei Carabinieri e poi come sede della Pretura e delle carceri. Prima dell’attuale restauro evidenti erano i segni del lento ed irreversibile degrado, dovuto all’incuria e al sisma umbro-marchigiano del 1997. Oggi lo Spazio Multimediale “San Francesco” è nel circuito delle attività culturali che connotano da tempo il lavoro della Pinacoteca Comunale “Marco Moretti” e tutta la Città Alta gode di un sistema museale diffuso.

Chiesa di San Marone

Santuario di San MaroneUna memoria era stata eretta sul luogo del martirio di San Marone, patrono della città, primo apostolo del Piceno, martirizzato tra il I ed il II secolo d.C. Successivamente, forse già nel IX secolo, una chiesa viene edificata per custodire le reliquie del santo, sempre più venerato dalla popolazione. Intorno al sacro edificio si forma nel Medioevo un piccolo nucleo urbano chiamato Ripa di San Marone, che però viene distrutta dai fermani.
Alla fine dell’Ottocento la chiesa subisce un radicale restauro che la dota di un nuovo campanile. L’autore del restauro è l’architetto Giuseppe Sacconi, cui si dovrà la costruzione del Vittoriano a Roma.
Lavori di ulteriore restauro eseguiti nel 1946 portano alla luce nuovi reperti che attestano che nell’area circostante esisteva un insediamento romano e paleocristiano. Oggi la chiesa-santuario di San Marone si presenta con una navata centrale e due laterali e conserva resti architettonici antichi provenienti dal primitivo complesso; la facciata presenta una lunetta sul portale principale, opera eseguita alla fine dell’Ottocento dall’artista Sigismondo Nardi.

Santuario di Santa Maria Apparente e Torrione

Santuario Santa Maria ApparenteTipica chiesa di campagna risalente al XV sec., più volte rimaneggiata, sorge dove la tradizione vuole che il 5 giugno 1411 sia apparsa ad un contadino la Vergine Maria. La credenza popolare afferma che le puerpere, bevendo l’acqua santa del pozzo inglobato nella chiesa, abbiano grande abbondanza di latte. Ogni anno il 5 giugno si celebra la festa di Santa Maria Apparente, co-patrona con San Marone della Città di Civitanova Marche. Nello stesso quartiere si trova il Torrione, un antico mulino fortificato risalente al sec. XIV.

Chiesa dei SS. Pietro e Marone

Edificata tra il 1841 e il 1853 in forme neoclassiche, è stata per lungo tempo l’unica parrocchia di Porto Civitanova. Restaurata negli anni Novanta, presenta sulla facciata le statue dei due Santi Pietro e Marone e all’interno, sull’altare maggiore, un pregevole quadro raffigurante la Vergine della Misericordia.

Lido Cluana

Lido CluanaNel luogo chiamato Lido Cluana dal 1922 viene eretto il primo stabilimento balneare, “Chalet Miramare”. Nel 1930 lo chalet viene distrutto da un incendio e sulle sue ceneri, nel 1933, vengono costruite le Palazzine del Lido Cluana: due edifici gemelli progettati dell’ingegner Gaetano Caradonna, che si dispongono simmetricamente all’antico asse che congiunge il Palazzo Comunale Sforza-Cesarini al mare attraverso Piazza XX Settembre. La decorazione dei fronti fa di questi edifici un esempio di Liberty nella sua manifestazione tarda. Per tutti gli anni Trenta, nella Portocivitanova diventata un centro rinomato di vacanza e di svago, vi si svolgono feste danzanti ed eventi mondani di rinomanza nazionale. Durante la seconda guerra mondiale i servizi del Lido Cluana vengono interrotti e ripresi nel Dopoguerra con la programmazione di serate in riva al mare. Dopo un periodo di abbandono e diverse inappropriate destinazioni d’uso, nel 2003 si avviano i restauri che riconsegnano alla storia ed alla Città uno dei monumenti liberty più interessanti della nostra regione.

Chiesa di Cristo Re

Moderna costruzione iniziata nel 1933 su progetto dell’ingegner Gustavo Stainer e terminata alla fine degli anni Ottanta grazie anche al contributo economico dei pescatori e degli armatori civitanovesi, la chiesa, a navata unica, si caratterizza per le vetrate di vetro policromo e per il campanile progettato dall’architetto Dante Tassotti di Roma, con torre a base circolare alta 33 metri e chiusa da una cuspide a tronco di cono. Il campanile funge anche da faro, indicando le lettere “C” ed “M” dell’alfabeto Mors, iniziali di Civitanova Marche. Il campanile è praticabile salendo 285 scalini o grazie ad un comodo ascensore.

Vecchia Pescheria

Vecchia PescheriaCostruita subito dopo la Prima Guerra Mondiale, di pianta rettangolare, presenta le decorazioni tipiche dello stile liberty ed acroteri a forma di delfino che adornano il tetto. Un tempo centro del commercio del pesce fresco locale, oggi viene utilizzata per la vendita al dettaglio di pesce ed ortaggi.

Palazzo Sforza-Cesarini (Municipio di Civitanova Marche)

Palazzo SforzaPalazzo Sforza-Cesarini, oggi sede del Comune di Civitanova Marche, è edificato, come si legge sulla lapide posta sullo scalone, dal duca Lorenzo Sforza dal febbraio al dicembre 1862. Il palazzo, imponente nel suo stile tardo-neoclassico, è realizzato con mattoni di cotto ed arricchito da plastici motivi rinascimentali tra cui spiccano cornucopie, maschere e capitelli in terracotta. L’edificio è stato annesso al lato est della Fortezza del Porto, che era stata costruita nel Quattrocento per proteggere la costa e gli abitanti del piccolo borgo marinaro dalle incursioni dei pirati. Nel 1906 il complesso del Palazzo e della Fortezza viene acquistato dalla famiglia Cingoli che lo amplia e lo trasforma per una parte in civile abitazione e per l’altra in pastificio. Dopo la Prima Guerra Mondiale il palazzo diventa Municipio del nuovo Comune autonomo di Portocivitanova. L’unica modifica apportata alla facciata è l’installazione dell’orologio, ancora oggi funzionante. Sotto il loggiato si apre lo storico caffè “Annibal Caro”, detto “Maretto”, presente ancora oggi. L’ala ovest del complesso viene adibita a scuola e deposito di sali e tabacchi. Nel 1938, con la riunificazione della Città Alta con il Porto, diventa la sede ufficiale del Comune di Civitanova Marche. Negli anni Trenta, demolita la parte nord del complesso, viene costruito al suo posto il Cine-Teatro “Beniamino Gigli”, che cambia il nome in “Gioacchino Rossini” dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1999 si opera un nuovo restauro degli uffici del Comune e delle sue sedi di rappresentanza.

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