Le scoperte di insediamenti preistorici confermano che Civitanova e il suo territorio sono abitati fin dal periodo paleolitico. L’antico popolo abita l’area intorno alla foce del fiume Chienti (dal greco Kleos, il Glorioso), usata come approdo per i commerci marittimi. In epoca romana nei pressi del fiume, detto Cluentum, nasce l’antica Cluana, compresa nella quinta regione augustea. La città viene abbandonata a causa delle incursioni dei Goti. A poca distanza, sulla collina, sorge il piccolo centro di Cluentensis Vicus, l’odierna Civitanova Alta. Passato il pericolo delle invasioni barbariche, la vita riprende intorno alla pieve dedicata a San Marone, oggi patrono della Città. Per la sicurezza della popolazione, che era tornata ad abitare e commerciare in prossimità della costa, nel Quattrocento viene eretta una fortezza a pianta quadrata nell’area dove ora sorge una parte del Palazzo Comunale; sono oggi visibili i resti delle vecchie mura e dei baluardi d’angolo. Protetti da questa fortificazione, i cittadini tornano ad abitare il centro costiero; nel Seicento vengono costruite le prime abitazioni in pietra, resti delle quali affiorano ancora tra i vicoli del Borgo Marinaro. Dal 1926 al 1976, durante vari lavori di sistemazione urbanistica (area Cecchetti e quartiere San Marone), sono stati ritrovati reperti e tracce dell’antica Cluana, che oggi sono conservati all’interno del santuario di San Marone e presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ad Ancona. Una tomba “alla cappuccina” di epoca romana da poco rinvenuta a Fontespina, con uno scheletro al suo interno, è collocata in una sala della Scuola Media Statale “Luigi Pirandello” di Fontespina. Anche nelle campagne circostanti di Civitanova Marche sono state trovate tracce di ville rurali che vengono studiate sotto la guida della Soprintendenza Archeologica delle Marche grazie a rilievi fotogrammatici fatti eseguire dall’Amministrazione Comunale su richiesta dell’Archeoclub locale.