La Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” e il Teatro “Enrico Cecchetti” sono ospitati, dal 1998, nella ex Casa del Balilla, edificio di notevole interesse storico perché può vantare come paternità la genialità di Adalberto Libera (1903-1963), uno dei massimi esponenti del Movimento Italiano per l’Architettura Razionale. Il progetto, concepito nel 1931, viene eseguito nel biennio 1934-1935 ed inaugurato il 10 novembre 1935. La Casa del Balilla era il luogo dove i giovani futuri fascisti civitanovesi trascorrevano i pomeriggi in diverse attività intellettuali e ginniche. La fabbrica si presentava come un unico corpo a pianta rettangolare diviso in tre parti: quelle nord e sud, quasi uguali, con interni a tutta altezza destinati a palestra ed a cine-teatro; la parte centrale, divisa a metà sull’asse principale e destinata ad uffici e sale riunioni. Sul lato orientale, all’esterno, una lunga balconata con scale all’estremità, che si affacciava su un attrezzato impianto per l’atletica e, oltre questo, verso la distesa del mare. Nel dopoguerra l’edificio, non danneggiato durante il periodo bellico, ha subito continui mutamenti di destinazione d’uso, divenendo nel 1944 comando delle truppe di liberazione polacche, poi sede del Genio Civile, quindi Mostra della Calzatura e, poi ancora, palestra e sala cinematografica. Negli anni Novanta il restauro e la trasformazione, soprattutto al suo interno, per ospitare nell’ala sud il Cine-teatro “Enrico Cecchetti” e in quella nord la Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti”.